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Inter, la risposta dopo il derby: Chivu ritrova la squadra

Dopo la delusione del derby, i nerazzurri reagiscono a Rotterdam con una prova di carattere, intensità e solidità. Soddisfatto Chivu.

Inter, la risposta dopo il derby: Chivu ritrova la squadra

Questa volta l’Inter ha deciso di non lasciare spazio alle parole. Dopo la pesante battuta d’arresto nel derby, serviva una risposta concreta e la trasferta contro il Feyenoord ha restituito un’immagine decisamente diversa della squadra di Cristian Chivu.

Non soltanto per il 3-0 finale, ma soprattutto per l’atteggiamento mostrato fin dal fischio d’inizio. Alla vigilia, allenatore e giocatori avevano promesso di non ripetere gli errori delle ultime settimane. Una dichiarazione che in passato non sempre aveva trovato riscontro sul terreno di gioco, dove troppo spesso i nerazzurri avevano concesso agli avversari lunghi momenti di superiorità. Stavolta, però, qualcosa è cambiato anche all’interno dello spogliatoio. Dopo il ko nella stracittadina non ci sarebbero stati sconti: confronto acceso, toni alti e la necessità di ritrovare immediatamente la giusta mentalità.

La reazione si è vista soprattutto nella prima frazione, probabilmente una delle migliori prestazioni stagionali dell’Inter per attenzione e organizzazione. Il Feyenoord ha faticato a trovare spazi e ha prodotto pochissimo, mentre i nerazzurri hanno controllato il ritmo senza concedere occasioni significative.

Qualche incertezza tra Josep Martinez e Akanji non è mancata, ma non ha compromesso l’equilibrio complessivo. Anche la gestione del giallo rimediato da Calhanoglu dopo appena due minuti e mezzo ha rappresentato un segnale positivo: una situazione che nelle precedenti uscite avrebbe potuto condizionare l’intera partita è stata affrontata senza perdere lucidità.

Il successo olandese ha un peso importante anche nella corsa europea. I tre punti permettono alla squadra di guardare con maggiore fiducia alla qualificazione diretta agli ottavi, ma c’è un altro dato che merita attenzione: la porta inviolata. Dopo le sei reti incassate nelle prime due giornate, l’Inter ha cambiato marcia dal punto di vista difensivo, riuscendo a non subire gol contro Shakhtar e Feyenoord. Un’inversione di tendenza che restituisce certezze a un reparto apparso troppo vulnerabile nella fase iniziale della competizione.

Tra gli aspetti più incoraggianti c’è anche il ritorno di un’aggressività efficace senza palla. La riaggressione alta, elemento fondamentale nell’identità nerazzurra, ha finalmente funzionato con continuità. Thuram si è distinto per generosità e pressione sugli avversari, mettendosi al servizio della squadra anche lontano dalla porta.

Importante pure il contributo di Zielinski, mentre Barella ha mostrato maggiore attenzione e disponibilità nel lavoro di recupero. È proprio questa intensità che Chivu dovrà pretendere anche nelle prossime partite: affidarsi esclusivamente alla qualità individuale per ribaltare le situazioni sfavorevoli non può essere una strategia.

Un altro segnale positivo è arrivato da Spence, finalmente protagonista dopo un avvio di stagione nel quale il mercato aveva inciso poco sul rendimento complessivo. L’esterno inglese ha sfruttato fisico e velocità sulla corsia destra, partecipando attivamente alla manovra offensiva e costruendo con un suo affondo l’azione del 2-0 firmato da Pio Esposito. Oltre alla spinta, si è fatto apprezzare anche per il lavoro in fase di copertura e per i palloni recuperati.

Adesso l’Inter aspetta risposte anche dagli altri innesti arrivati dall’Inghilterra, Jones e Stones, finora poco incisivi. La vittoria di Rotterdam ha restituito entusiasmo e indicato una strada precisa da seguire. Per tornare a essere competitiva su tutti i fronti, però, servirà trasformare questa prestazione in un’abitudine, non in una semplice reazione dettata dalla delusione del derby.