Europa League

Juventus, il pari col Rennes sa di minestra riscaldata: l’analisi

Troppe le disattenzioni difensive dei bianconeri

Juventus, il pari col Rennes sa di minestra riscaldata: l’analisi

La serata di Europa League lascia in casa Juventus qualche aspetto positivo: un punto in classifica e una reazione che ha permesso di evitare un’altra sconfitta e nuove contestazioni. Si possono salvare i primi cinque minuti e il secondo tempo di Woltemade, oltre ad alcune giocate interessanti di Koopmeiners. Troppo poco, però, per affermare che la squadra abbia finalmente imboccato la strada giusta. Contro il Rennes, la partita è stata raddrizzata da un episodio piuttosto casuale e le occasioni nitide sono state poche.

Questa Juve continua a essere difficile da rimettere in sesto. Le prime due gare europee avevano lasciato intravedere segnali incoraggianti, soprattutto la rimonta di Vigo, che sembrava aver restituito carattere e motivazioni al gruppo. Poi la pesante sconfitta interna contro la Lazio ha riportato i bianconeri in una situazione complicata, con i tifosi nuovamente scatenati contro allenatore e società. Un semplice pareggio europeo non può bastare a ricucire lo strappo.

Il problema non riguarda soltanto la condizione fisica o le caratteristiche dei giocatori. A mancare sembrano soprattutto le motivazioni e l’unità d’intenti. La maglia “così pesante da indossare”, come ricordano spesso i campioni del passato, sembra aver perso parte del suo significato. In questo gruppo è difficile individuare un leader capace di rappresentare davvero lo spirito juventino e diventare un punto di riferimento per i tifosi.

Spalletti ha provato a schierare insieme Woltemade e Kolo Muani, una soluzione invocata da tempo. Il tedesco ha risposto con un gol su rigore, l’assist per Celik e una prestazione convincente, soprattutto nella ripresa. Kolo Muani, al contrario, è rimasto ai margini, sbagliando diverse scelte. Chi considerava Woltemade un giocatore inadatto potrebbe aver giudicato troppo in fretta: le qualità ci sono, ma serve trovare il modo giusto per valorizzarle. La Juventus, intanto, ha ancora molto lavoro da fare.