Servirà una Fiorentina quasi perfetta per uscire indenne da San Siro. Domenica alle 12.30 la squadra di Paolo Vanoli affronterà l’Inter capolista, ancora imbattuta in campionato, in una sfida che mette di fronte due realtà agli estremi opposti della classifica. I viola occupano il terzultimo posto e hanno incassato 17 reti nelle prime sette giornate, il peggior dato difensivo della Serie A. I nerazzurri, invece, vantano il miglior attacco con 21 gol realizzati, nonostante debbano fare a meno dell’infortunato Lautaro Martinez. Numeri che fotografano la difficoltà dell’impegno, ma che non hanno scoraggiato Vanoli, deciso a cercare soluzioni senza stravolgere completamente l’identità della squadra.
Il tecnico ha ripreso ieri gli allenamenti con il gruppo quasi al completo e sta valutando alcuni accorgimenti tattici per garantire maggiore protezione a una difesa che continua a concedere troppo. L’ipotesi principale è quella di infoltire il centrocampo, come già avvenuto nella preparazione della partita contro il Como, per limitare soprattutto gli inserimenti dei giocatori avversari. Proprio contro i lariani, infatti, la Fiorentina aveva sofferto la capacità di Nico Paz di trovare spazi tra le linee e attaccare la profondità, un problema che contro l’Inter rischia di diventare ancora più evidente.
Da qui la possibilità di passare al 4-3-3, con Fagioli e Ndour punti fermi della mediana e un terzo posto da assegnare attraverso il ballottaggio tra Oulai e Brescianini. Due giocatori dalle caratteristiche differenti, la cui eventuale presenza cambierebbe anche i compiti degli altri centrocampisti.
Il giovane ivoriano, rimasto fuori contro il Como, spera di ottenere una nuova opportunità dopo i 45 minuti poco convincenti disputati a Genova. Il suo inserimento nel calcio italiano sta procedendo più lentamente del previsto, ma Vanoli continua a intravedere qualità interessanti, soprattutto nella gestione del pallone. Un impiego davanti alla difesa potrebbe permettergli di valorizzare le proprie doti di palleggio, a condizione di aumentare la rapidità delle giocate e imparare a muovere il pallone con uno o due tocchi.
L’alternativa è rappresentata da Brescianini, protagonista di un ingresso positivo nella ripresa contro il Como, anche per personalità e atteggiamento. Rispetto a Oulai, il centrocampista bergamasco garantirebbe una maggiore propensione offensiva, ma la sua presenza dal primo minuto costringerebbe probabilmente Fagioli ad assumere compiti più difensivi. Una scelta che Vanoli dovrà valutare attentamente, considerando la necessità di mantenere equilibrio senza rinunciare completamente alla possibilità di ripartire.
Tra i giocatori che potrebbero ritrovare spazio dall’inizio figura anche Dodô. Il brasiliano non disputa una partita intera dalla pesante sconfitta contro la Roma nella giornata inaugurale, quando sulla panchina viola sedeva ancora Fabio Grosso. Con Vanoli ha collezionato soltanto brevi apparizioni, dieci minuti contro il Genoa e ventuno contro il Como, ma la sua esperienza potrebbe rivelarsi preziosa in una partita nella quale sarà fondamentale gestire i momenti di difficoltà.
Sul futuro dell’esterno resta inoltre vivo l’interesse del Napoli, che continua a seguirlo in vista del mercato di gennaio. Prima di qualsiasi valutazione, però, c’è una Fiorentina da risollevare e Dodô potrebbe offrire quella personalità che è mancata troppo spesso nei passaggi più delicati delle partite.
Uno dei problemi principali della squadra, infatti, riguarda proprio la capacità di reagire agli episodi sfavorevoli. Contro il Como i viola hanno accusato il colpo dopo il vantaggio firmato da Liberali, nato da un’azione sulla quale la Fiorentina ha contestato un presunto fallo non fischiato ai danni di Gonçalves. Una vicenda che continua ad avere conseguenze anche fuori dal campo.
Il club ha annunciato l’intenzione di rivolgersi alla Figc dopo aver ricevuto dalla Lega Serie A «controdeduzioni non soddisfacenti e non esaustive», «in quanto non chiariscono, in alcun modo, la dinamica della mancata revisione Var sul primo gol del Como e non forniscono alcuna immagine video dinamica che chiarisca definitivamente l’oggettività del fuorigioco sul gol annullato a Pongracic», quello che avrebbe portato il risultato sul momentaneo 2-2.
Vanoli, tuttavia, non vuole che le polemiche diventino un alibi. La priorità resta il lavoro sul campo, tanto che ha deciso di programmare tutti gli allenamenti della settimana alle 12.30, esattamente l’orario del calcio d’inizio contro l’Inter. Un dettaglio apparentemente secondario, ma che conferma la volontà di preparare ogni aspetto della trasferta.
A San Siro serviranno concentrazione, disciplina tattica e soprattutto continuità nell’arco dei novanta minuti. La Fiorentina non può permettersi partenze sbagliate né improvvisi blackout, perché contro il miglior attacco del campionato ogni distrazione rischia di trasformarsi in un gol subito. L’impresa appare complicatissima, ma Vanoli vuole almeno vedere una squadra capace di lottare dall’inizio alla fine, senza arrendersi alle difficoltà e senza lasciarsi condizionare dagli episodi.