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Como, la Champions è uno spettacolo: Fabregas sogna gli ottavi

Sei punti in tre partite e miglior rendimento tra le italiane: i lariani incantano l’Europa con un calcio offensivo e organizzato.

Como, la Champions è uno spettacolo: Fabregas sogna gli ottavi

Il Como non si limita più a sorprendere: adesso incanta anche l’Europa. La squadra di Cesc Fabregas ha trasformato il Sinigaglia in un palcoscenico internazionale, travolgendo 4-1 il Manchester United e conquistando la seconda vittoria nelle prime tre giornate della fase campionato di Champions League. Sei punti che valgono il miglior rendimento tra le quattro rappresentanti italiane, ma soprattutto una prestazione capace di mettere d’accordo chi considera il bel gioco una priorità e chi giudica una squadra esclusivamente attraverso i risultati. Perché il Como gioca un calcio spettacolare e, cosa ancora più importante, riesce a tradurlo in vittorie.

Dopo il successo per 4-1 contro il Lipsia all’esordio e la sconfitta per 3-2 sul campo del Feyenoord, i lariani hanno regalato un’altra serata memorabile ai propri tifosi. Stavolta, però, il nome dell’avversario ha reso l’impresa ancora più significativa. Il Manchester United attraversa una crisi profonda, tanto sul piano del gioco quanto su quello dei risultati, ma resta uno dei club più prestigiosi del panorama internazionale. Vederlo dominato e travolto sulle rive del Lago di Como rappresenta inevitabilmente un motivo d’orgoglio anche per il calcio italiano.

Un orgoglio che nasce soprattutto dalla proposta di gioco di Fabregas, più che dalla presenza di calciatori italiani in rosa, dove figurano Kean, Ricci, Dossena, Liberali e il terzo portiere Ginelli, tutti impiegati con continuità limitata. Il Como è diventato un esempio di calcio moderno, offensivo e coraggioso, capace di esportare un’immagine della Serie A lontana dagli stereotipi di prudenza tattica e atteggiamento speculativo.

A prendersi la scena è stato ancora una volta Nico Paz, il talento argentino che continua ad alimentare paragoni illustri e che qualcuno considera addirittura un possibile erede di Lionel Messi. Soltanto una settimana fa si parlava di un momento di difficoltà, poi superato con il gol di testa contro la Fiorentina. Contro lo United è arrivata la consacrazione europea con la maglia del Como: due gol e un assist, accompagnati da giocate di qualità straordinaria.

Il primo capolavoro è arrivato dopo appena due minuti, con un sinistro a giro che ha immediatamente indirizzato la partita. Il secondo è nato da un pallone recuperato a Baleba, seguito da una progressione di quaranta metri e concluso con un altro tocco mancino di rara precisione. Nel mezzo, il passaggio illuminante che ha permesso a Douvikas di realizzare il gol del 3-0. Una prestazione completa, nella quale l’argentino ha mostrato non soltanto talento individuale, ma anche la capacità di incidere in ogni fase della manovra offensiva.

Per Nico Paz non si è trattato del primo gol in Champions League. Aveva già segnato nella competizione tre anni fa con la maglia del Real Madrid, quando aveva appena 19 anni, indossava il numero 32 e sulla panchina sedeva Carlo Ancelotti. Oggi è un giocatore completamente diverso, cresciuto attraverso tre stagioni consecutive a Como e diventato uno dei talenti più desiderati dai grandi club europei.

Sarebbe però ingeneroso ridurre il successo lariano alle invenzioni del suo numero 10. Il vero capolavoro di Fabregas è aver costruito una squadra nella quale il talento individuale si inserisce in un sistema collettivo estremamente riconoscibile. Il pallone circola rapidamente, il pressing permette di recuperare subito il possesso e ogni movimento sembra studiato per creare superiorità e spazi da attaccare. Una macchina organizzata che riesce a essere efficace senza rinunciare allo spettacolo.

In mezzo al campo Perrone, Caqueret e Milla garantiscono qualità nella gestione del pallone e nella costruzione del gioco. Baturina aggiunge fantasia e imprevedibilità, mentre il capitano Da Cunharappresenta una risorsa preziosa per la sua capacità di interpretare più compiti: dribbling, cross, conclusioni e organizzazione della manovra. Davanti, Douvikas continua a dimostrare un notevole senso del gol. Anche quando sembra meno coinvolto nello sviluppo dell’azione, il centravanti greco riesce a lasciare il segno: ha segnato contro Lipsia, Feyenoord e Manchester United, andando a bersaglio in tutte e tre le partite europee disputate finora.

Adesso il Como può guardare con fiducia anche al calendario. Le prossime tre sfide, in trasferta contro il Lens, in casa con l’AEK e sul campo del Betis Siviglia, rappresentano occasioni importanti per consolidare la posizione in classifica e avvicinare la qualificazione alla fase a eliminazione diretta. Poi, a gennaio, arriveranno due appuntamenti dal fascino straordinario: la sfida casalinga contro il Paris Saint-Germain, bicampione d’Europa in carica, e la trasferta al Camp Nou contro il Barcellona.

Proprio il ritorno nello stadio che lo ha visto protagonista da calciatore aggiungerà un significato particolare al percorso di Fabregas, il cui nome continua a essere accostato alle grandi panchine europee. Ma il futuro può aspettare. Per il momento il tecnico spagnolo si gode una squadra che ha già dimostrato di poter competere con avversari di prestigio e che ha tutte le carte in regola per prolungare la propria avventura continentale. Il Como non è più soltanto la sorpresa della Champions: è una delle espressioni più convincenti del calcio italiano in Europa.