L’Inter vuole trasformare le ambizioni in risultati e riparte dalla Champions League, con il ricordo del trionfo del 2010 a fare da ispirazione. Il presidente Beppe Marotta ha rilanciato recentemente il valore dei sogni, sottolineando come possano diventare realtà. Ora, però, servono risposte sul campo: martedì sera alle 21, a San Siro, arriva il Club Brugge, avversario della prima gara europea casalinga dopo l’esordio al Bernabeu contro il Real Madrid. Una sfida importante per dare continuità al percorso continentale e confermare i progressi mostrati dalla squadra.
Lautaro torna dal primo minuto con Thuram
Rispetto alla partita contro il Real Madrid, l’Inter sembra aver trovato maggiore solidità e convinzione. Anche il successo contro il Parma ha offerto indicazioni incoraggianti, soprattutto per la capacità di gestire le energie e di ottenere risposte positive da chi ha avuto meno spazio. Cristian Chivu è pronto, dunque, a rimettere mano alla formazione e a riproporre diversi titolari.
In attacco tornerà dal primo minuto Lautaro Martinez, rimasto inizialmente in panchina contro i gialloblù dopo la trasferta intercontinentale per partecipare all’addio di Leo Messi alla nazionale argentina. Il capitano nerazzurro riprenderà il suo posto al fianco di Marcus Thuram, ricomponendo una coppia fondamentale per le ambizioni dell’Inter.
Per il Toro la sfida contro il Bruges rappresenta anche l’occasione per interrompere il digiuno europeo. L’argentino non trova la rete in Champions League da sei partite: l’ultimo centro risale al 5 novembre 2025, nella gara casalinga contro il Kairat. Un motivo in più per cercare una prestazione incisiva davanti al pubblico di San Siro.
Barella e Zielinski riprendono posto a centrocampo
Anche nella zona centrale sono attesi cambiamenti. Nicolò Barella e Piotr Zielinski sono pronti a riprendersi una maglia da titolare, con Petar Sucic e Henrikh Mkhitaryan destinati inizialmente alla panchina dopo la buona prova offerta contro il Parma. In cabina di regia agirà regolarmente Hakan Calhanoglu, punto di riferimento nella costruzione del gioco nerazzurro.
Le condizioni del centrocampista turco non preoccupano. Durante l’ultima partita di campionato è stato sostituito al 62’ e successivamente è stato inquadrato in panchina con una borsa del ghiaccio sul ginocchio. Si è trattato, tuttavia, di una precauzione: Calhanoglu sta bene e sarà regolarmente a disposizione per la sfida europea.
Difesa, ballottaggio aperto sulla fascia destra
In difesa sono previsti i rientri di Manuel Akanji e Alessandro Bastoni, mentre resta da definire la disposizione di Yann Bisseck. Il tedesco potrebbe essere confermato al centro del reparto, come accaduto contro il Parma, oppure spostarsi sul centrodestra, con Akanji impiegato nella posizione centrale.
Il dubbio principale riguarda però la corsia destra, dove Andy Diouf e Luis Henrique si contendono una maglia da titolare. Il primo è partito dall’inizio nell’ultima gara di campionato e punta a conservare il posto, ma il brasiliano resta in corsa. Per Djed Spence, che contro il Parma ha finalmente debuttato in campionato, sembra invece ancora presto per immaginare una partenza dal primo minuto.
Sulla fascia opposta agirà Federico Dimarco, mentre tra i pali dovrebbe esserci Josep Martinez.
L’ambizione è alta, ora servono conferme
L’Inter arriva all’appuntamento con il Bruges consapevole di avere margini di crescita, ma anche con la convinzione di poter contare su una rosa capace di reggere il doppio impegno. La gestione delle rotazioni vista contro il Parma ha rafforzato la fiducia di Chivu, che in Champions è pronto a riaffidarsi ai suoi uomini di riferimento.
Il sogno di ripetere l’impresa del triplete del 2010 resta sullo sfondo, alimentato dalle parole di Marotta e dalla storia europea del club. Prima di pensare al traguardo finale, però, l’Inter deve concentrarsi sul Bruges: vincere a San Siro significherebbe dare slancio al cammino continentale e confermare che le ambizioni nerazzurre hanno basi sempre più solide.