Ruben Amorim è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia di Sassuolo-Milan (domani, ore 18). Ecco le sue dichiarazioni.
Nel 2022 abbiamo avuto la maxi sosta durante i Mondiali in Qatar. A livello di gestione cosa porta questa sosta?
“Buongiorno a tutti. Penso che non cambia molto e se sarà positivo o negativo dipende dal momento della squadra. Dipende se hai molti infortuni hai più tempo a disposizione per recuperare i giocatori. Dipende se vai in Nazionale e giochi tutte le partite. È duro, anche perché al ritorno devono giocare tante partite. Vale anche il contrario se prendiamo l’esempio di Koni De Winter, che non ha giocato. Abbiamo perso tanti giocatori per la Nazionale, però questo è un buon segno perché significa che sono importanti. Ho insistito sul fatto che adesso bisogna mettere il piede sull’acceleratore perché le prossime partite saranno importanti per la nostra stagione”.
Come li ha visti i suoi giocatori di ritorno dalla sosta?
“I giocatori erano felici di tornare. Sono contenti di stare insieme, in questo club, quindi significa che è un luogo di lavoro buono. E poi dipende dalla situazione. Se guardi ai nostri giocatori hanno giocato, alcuni hanno fatto solo 2 partite, poi hanno potuto riposarsi, e questo è molto positivo perché hanno mantenuto la loro condizione atletica. Abbiamo avuto un problema con Saelemaekers. Hutchinson ho avuto modo e tempo di lavorare con lui. Abbiamo avuto un’amichevole contro il Padova, positiva per provare cose nuove. Abbiamo sfruttato ogni minuto di questa sosta ed anche i giocatori con le proprie Nazionali hanno fatto bene. Ramos, Jashari, Moreira che ha giocato 3 partite ed ha giocato sia a destra che a sinistra e questo è molto positivo per noi. Credo che siano pronti, però tutto dipende dalla prossima partita per questo domani è importante vincere”.
Su Gonçalo Ramos
“La mia idea in quanto allenatore è come far rendere al meglio la mia squadra, non come un singolo calciatore possa segnare più gol a livello individuale. L’ho detto anche prima di questa partita. Abbiamo bisogno di creare più occasioni per i nostri attaccanti, non solo per lui ma anche per tutti i nostri attaccanti. Ho lavorato e lavoro su questo con i miei giocatori. È vero, ho preso qualcosa da altri allenatori, ma ho la mia idea. Il mio obiettivo non è capire come mettere Ramos nelle condizioni di poter fare più gol, ma di vincere ogni partita. Sono molto contento che sia tornato felice e fiducioso, e spero che questo possa giovare per il Milan”.
Hai intenzione di proseguire con l’assetto a 4, è quello giusto?
“Dipende dalla partita, dalle situazioni. La cosa importante è che capiscano quando giocare a 4 o 3. Basta vedere i nomi nell’undici di partenza ed è essenzialmente la stessa squadra. Quelli che cambiano sono piccoli dettagli, che però possono cambiare la dinamica della squadra. Gli altri colleghi hanno a disposizioni tutte le immagini delle nostre partite, quindi sta a me proporre e creare qualcosa di nuovo per sorprenderli. So quello che ho in mente da proporre domani, ma non ve lo dirò perché sennò Aquilani lo scoprirebbe. Non cambia molto. Voglio che i miei calciatori si sentano a loro agio”.
Lei conosce Aquilani?
“Lo ricordo. Lo ricordo non solo dallo Sporting. So che ha giocato per Jorge Jesus, abbiamo parlato di questo. Ricordo che era molto intelligente. Posso vedere che è molto moderno nell’approccio. Posso vedere anche una piccola influenza di Roberto De Zerbi, nella sua gestione dei centrali. Vogliono avere il possesso della palla ma sono molto intelligenti nel decidere quando devono pressare. Penso che avrà un grande futuro nel calcio”.
Quali indicazioni hai avuto dalle partite di Moreira in Nazionale? Dove ti convince di più?
“Ho visto diverse cose. A sinistra è più diretto, a destra cerca più l’uno contro uno e fraseggi. Dipende anche dagli avversari. Ha dovuto difendere molto contro le squadre forti, quindi ha difeso molto molto. Questo è molto importante per me. Sappiamo le caratteristiche di Moreira. Ha una buona velocità, ha forza, ha da migliorare in fase offensiva ma può giocare ambo le fasce. Vedrete Moreira giocare su ambo le fasce”.
Camarda finora ha giocato appena 8′: pensa di dargli più spazio già questa settimana? Questi mesi saranno importanti per capire se si potrà fare affidamento su Camarda?
“Sui nuovi giocatori potete chiedere a Cardinale, che è lì dietro di voi (ride, ndr). Il mio unico focus è sulle partite che abbiamo da disputare, tantissime, quindi dicembre non esiste per me adesso. Camarda giocherà di più. Siamo reduci da una situazione dove avevamo meno partite da disputare e più tempo per riposare. Camarda sta imparando tanto, ma è pronto. Giocherà più minuti rispetto a quelli che ha giocato fino a questo momento. Non so cosa succederà da qui a dicembre, voglio solo vincere tante partite possibili. Questo è il mio focus. Possiamo vedere anche dalle esperienze delle Nazionali che ruotano tanto, quindi è impossibile andare avanti con gli stessi 11 per tutte le partie. L’ho detto fin dal primo giorno: mi aspetto tanto da lui e dimostrerà il suo valore”.
Cisse può giocare come prima punta? Che effetto le farà rivedere Matic?
“Ha le caratteristiche per giocare prima punta. Non come prima punta vera e propria ma ha caratteristiche per aiutarci in determinate partite. Matic è un top player e un ragazzo top. Ho potuto passare tanto tempo con lui, ho parlato tanto con lui perché ero uno dei pochi che riusciva a comunicare con lui. La velocità non è la stessa ma l’intelligenza sì. Lui da un sacco di esperienza alla squadra, nel tempo di gioco, nel passare la palla in verticale, nel togliergli il pallone. Voglio rivederlo ma allo stesso tempo no. Sicuramente mi aspetto di dargli un abbraccio dopo la partita sperando di aver vinto”.
Tomori, Loftus-Cheek, Pulisic, Hutchinson: hanno migliorato la loro condizione?
“Saranno molto importanti in queste partite. Abbiamo avuto un’amichevole dove li abbiamo usati in diverse posizioni, anche in allenamento. Abbiamo passato più tempo con Diawara. Tomori ha fatto un po’ quello che Gila sta facendo. Saranno importanti per la nostra stagione. Per Pulisic è stato importante restare, perché veniva da un infortunio, ha disputato qualche minuto, poi è partito titolare, ma abbiamo avuto modo di gestire il recupero e la sua condizione. Saranno molto importanti”.
Serve un processo più lungo o è ancora convinto che questo Milan può vincere? Cosa ne pensa invece della Serie A?
“L’idea è sempre quella di vincere titoli. Non so quanto tempo ci vorrà, ma dobbiamo pensare agli step che ci permetteranno di farlo. Sicuramente quando si lavora nel Milan non si può dire che dobbiamo o possiamo vincere tra 3 anni, ma adesso, nel presente. Ci sono delle tappe da seguire. Questo è l’obiettivo, ma ci sono delle belle squadre in questo campionato. Se vedi la Serie A quest’anno sta diventando diversa. La regola degli arbitri, quindi si fischia meno, lo staff medico entra con meno frequenza e questo permette di giocare di più. Tante persone si lamentavano degli 0-0, ma adesso si giocano tante partite. Non ci sono più squadre che giocano con il blocco basso per 90′. Il Venezia è ultimo per via dei risultati, ma p una squadra che pressa a tutto campo. Sono rimasto sorpreso dalla qualità degli allenatori, dei giocatori. Mi piace essere qui, voglio fare la mia parte. Mi sento a casa al Milan, sono onorato. La Serie A è un ottimo campionato, alle volte non si dà il giusto valore al campionato Nazionale. Mi sto divertendo nel preparare le partite, ma ho anche tante cose per la testa per via delle diverse squadre”.
Che cosa ha visto in queste prime 5 partite che l’ha portata a optare per la difesa a 4? Zachary non potrebbe essere un ritorno a gennaio? E con l’italiano?
“Sarebbe facile per me parlare italiano se fossi un altro dipende del Milan, ma quello che dico è molto importante. Chiedo scusa, mi spiace, ma so che dopo le partite, nel post, devo parlare con Mister Capello. So che sarebbe meglio se parlassi italiano, ma so che devo ragionare e anche parlare, e quindi non posso pensare che quello che dico possa in qualche modo crearmi dei problemi o essere strumentalizzato. È importante che mi senti a mio agio, perché fa parte del mio lavoro. Difesa a 4? Cosa ho visto nelle ultime partite è stata maggiore mobilità. Cosa ho visto è che queste posizioni e questa libertà permette alla mia squadra di giocare meglio. Si è visto contro il Benfica che abbiamo avuto più possesso palla, però c’è stata una mancanza di mobilità. Era doveroso fare questo cambiamento, non per giocare meglio ma diversamente. Non so se si proseguirà con questo assetto ma è uno strumento che ci permette di vincere. Athekame? Lo stiamo seguendo, così come gli altri prestiti. A inizio stagione lo vedevo più come un Moreira. Non so se la situazione cambierà. Il calcio è così. Sta facendo molto bene con Fonseca, poi vedremo in futuro”.
Si parla dell’attaccante del Milan eppure il Milan segna 2 gol a partita…
“È calcio. Abbiamo segnato in media 2 gol a partita, però questo non può essere sempre questa la risposta. Non stiamo creando abbastanza occasioni da gol perché non stiamo passando abbastanza tempo nell’area di rigore avversaria. Potremmo segnare più gol se buttassimo più palle nell’area avversarie. Alle volte non segniamo ma creiamo occasioni. Non posso nascondermi dietro i 10 gol e dire che sono contento della fase offensiva. No, dobbiamo fare meglio, creare più occasioni da gol. Non guardo solo al gol ma alla prestazione della squadra a livello offensivo. Dobbiamo lavorare, miglioreremo, ma possiamo fare meglio”.