La differenza di esperienza tra Massimiliano Allegri e Massimiliano Alvini è evidente, ma il confronto del Maradona promette una partita tutt’altro che scontata. Napoli e Frosinone arrivano all’appuntamento con obiettivi differenti e stati d’animo opposti: i padroni di casa hanno bisogno di ritrovare certezze, mentre gli ospiti vogliono proseguire il proprio percorso positivo.
L’avvio di stagione degli azzurri è stato più complicato del previsto e Allegri non ha ancora trovato la formula ideale per trasferire alla squadra la propria idea di calcio. Dall’altra parte, Alvini sembra aver costruito un gruppo capace di seguire con convinzione le sue indicazioni, giocando con personalità e senza timori reverenziali.
Il tecnico napoletano è consapevole delle difficoltà che attendono la sua squadra e ha invitato tutti a mantenere alta la concentrazione. “Affrontiamo una squadra come il Frosinone che sta facendo bene, corre, ha buona tecnica, ma dobbiamo portare a casa la vittoria per preparare bene la partita anche col Villarreal”, ha spiegato alla vigilia.
Le assenze hanno condizionato il lavoro delle ultime settimane, ma Allegri non vuole che diventino una giustificazione. “Ritroviamo McTominay, altri li ritroveremo più avanti — ha sottolineato Max —. Quindi le attenuanti e gli alibi non ci sono, ma scenderemo in campo con la consapevolezza e la responsabilità dell’importanza della partita, però serviranno umiltà e rispetto del Frosinone”.
Il ritorno di McTominay rappresenta una notizia importante per il Napoli, che potrebbe ritrovare una pedina fondamentale dopo oltre un mese di assenza. Anche il Frosinone recupera un elemento prezioso: Antonio Raimondo, autore di quattro reti nelle prime cinque giornate, è nuovamente disponibile. Il suo bottino è doppio rispetto a quello di Hojlund, ma resta da capire se i due attaccanti partiranno dall’inizio oppure potranno incidere entrando a gara in corso. In una sfida che potrebbe decidersi attraverso gli episodi, la qualità delle alternative rischia di avere un peso notevole.
L’assetto del Napoli resta uno dei principali interrogativi della vigilia. Allegri valuta il passaggio alla difesa a tre, con un possibile 3-4-2-1 destinato a cambiare gli equilibri della squadra. Tra le novità potrebbe esserci Badiashile dal primo minuto, con Rafa Marin sul centrodestra e Rrahmani confermato al centro del reparto. Di Lorenzo sarebbe invece impiegato a tutta fascia, mentre Politano potrebbe osservare un turno di riposo in vista dei numerosi impegni ravvicinati.
Dubbi anche sulla posizione di De Bruyne. Se Gilmour e Lobotka dovessero aver bisogno di rifiatare, il belga potrebbe arretrare in cabina di regia, lasciando spazio a Lang sulla trequarti insieme a Neres. Una soluzione che permetterebbe di aumentare fantasia e imprevedibilità negli ultimi metri, ma che richiederebbe equilibrio per non concedere campo alle ripartenze avversarie.
Il Frosinone arriva al Maradona con la fiducia maturata grazie ai successi contro Fiorentina e Como. La squadra di Alvini punta su pressing alto, intensità e qualità sulle corsie esterne, cercando di mantenere il controllo del gioco senza limitarsi a difendere il risultato. Calò dirige la pressione, Schmid collega i reparti, mentre Kvernadze e Ghedjemis rappresentano le principali soluzioni per colpire in velocità. Quest’ultimo, reduce dal rinnovo contrattuale, sogna una prestazione da protagonista in uno degli stadi più prestigiosi del campionato.
Per Allegri la partita rappresenta un passaggio importante per rilanciare il Napoli e ritrovare continuità. Alvini, invece, vuole dimostrare che le imprese contro avversari più quotati possono diventare una costante. Due filosofie diverse, un solo campo: al Maradona serviranno lucidità, coraggio e la capacità di sfruttare ogni occasione