La Figc cambia, ma solo formalmente. La giornata decisiva ha prodotto una soluzione che mantiene Giovanni Malagò al centro del percorso federale: la Federcalcio è stata commissariata e l’ex presidente del Comitato olimpico nazionale è stato nominato commissario straordinario. Il mandato, però, ha un obiettivo preciso e una scadenza altrettanto chiara: accompagnare la Federazione a nuove elezioni.
La proposta è maturata dopo l’incontro tra Luciano Buonfiglio, attuale presidente del Coni, e il suo predecessore. Giunta Nazionale e Consiglio Nazionale hanno quindi approvato all’unanimità la soluzione.
Malagò: «Mi sento molto responsabilizzato»
All’uscita dal Coni, Malagò ha spiegato il senso dell’accordo: «Ho condiviso la proposta di Buonfiglio, mi sembra una proposta di buonsenso che ha trovato l’accordo sia in Giunta che in Consiglio Nazionale. Mi sento molto responsabilizzato, il mandato è molto chiaro, andare ad elezioni».
Il commissario ha anche indicato una possibile tempistica per il voto. «Entro il 7 dicembre potremmo indire elezioni e mi sembra che la prima data utile per farle potrebbe essere il 14 dicembre», ha aggiunto.
Il provvedimento approvato dal Consiglio Nazionale, però, fissa il termine ultimo. L’assemblea straordinaria elettiva dovrà essere celebrata entro il 31 gennaio 2027, con l’obiettivo dichiarato di ripristinare le cariche federali «in un contesto di piena legalità e osservanza delle norme federali».
Il commissario e il ritorno alle urne
Il compito affidato a Malagò non si limita alla convocazione dell’assemblea. Il commissario straordinario dovrà anche vigilare sul regolare funzionamento dell’apparato federale durante la fase di transizione.
La soluzione chiude così, almeno formalmente, una fase di tensione che aveva portato alla prospettiva del commissariamento. Ora il percorso è definito: gestione straordinaria, convocazione dell’assemblea e nuove elezioni.
Il passaggio politico-istituzionale più significativo è però la scelta della persona chiamata a guidare la transizione. Sarà ancora Malagò a gestire la Figc, anche se questa volta con il ruolo di commissario straordinario e con un mandato finalizzato al ritorno alla normalità federale.
Una figura già presente nella storia della Figc
Non è la prima volta che la Federcalcio ricorre a un commissario per attraversare una fase di particolare difficoltà. Nei quasi 130 anni di storia della Federazione, la figura del commissario-traghettatore è comparsa in diverse occasioni.
Tra i precedenti c’è Francesco Mauro, reggente prima e durante la Prima guerra mondiale, mentre nel dopoguerra arrivarono Bruno Zauli, dopo la mancata qualificazione dell’Italia al Mondiale di Svezia, e Franco Carraro, chiamato nel 1986. Nel 1996 toccò a Raffaele Pagnozzi.
Da Petrucci a Fabbricini
Nel 2000-2001 fu il presidente del Coni Gianni Petrucci ad assumere il ruolo di commissario, mentre nel 2006, dopo lo scandalo di Calciopoli, la Federcalcio venne affidata al giurista Guido Rossi. Le sue dimissioni portarono poi alla nomina di Luca Pancalli.
L’ultimo precedente risale al 2018. Dopo le dimissioni di Carlo Tavecchio, maturate in seguito alla mancata qualificazione dell’Italia al Mondiale in Russia, il Coni affidò la gestione della Federazione a Roberto Fabbricini.
Ora la storia si ripete con una formula diversa. La Figc viene commissariata, ma il commissario scelto è una figura che conosce profondamente il sistema sportivo italiano e che aveva già guidato il Coni. Malagò avrà adesso il compito di gestire la transizione e portare la Federazione alle urne entro il termine fissato dal Consiglio Nazionale.