Dopo il successo per 2-1 ottenuto dal Portogallo contro la Norvegia domenica all’Estádio do Dragão, Jorge Jesus ha provato a ridimensionare le tensioni nate con Cristiano Ronaldo. Il commissario tecnico ha ribadito la disponibilità a riaccogliere il capitano, definendo quanto accaduto un malinteso e lasciando intendere che la situazione possa essere ricomposta senza particolari difficoltà.
Jesus ha spiegato di non poter indicare una tempistica precisa per la soluzione della vicenda, anche perché una parte della decisione spetta allo stesso attaccante. L’allenatore, tuttavia, non ha chiuso la porta alla convocazione del miglior marcatore nella storia della nazionale portoghese. “Non so cosa succederà. Per me, tutto è aperto. Deve decidere il suo futuro prima della convocazione. Se gioca e vuole far parte della nazionale, può tornare quando vuole, perché no? Si è trattato di un malinteso e, secondo me, è facile da risolvere. Per quanto mi riguarda, va tutto bene. Quando si risolverà? Non lo so, vedremo, la partita è appena finita”, ha dichiarato Jorge Jesus, confermando inoltre di non voler chiedere scusa a Cristiano Ronaldo per averlo mandato a riscaldarsi senza poi utilizzarlo nella prima sfida contro la Norvegia.
Il tecnico ha sottolineato come nel calcio sia normale che un giocatore pronto a subentrare possa alla fine non entrare in campo. La vicenda, secondo Jesus, ha assunto un peso maggiore per il ruolo ricoperto da Ronaldo, ancora una volta indicato come simbolo del Portogallo. L’allenatore ha però escluso qualsiasi atteggiamento irrispettoso nei confronti del capitano e ha negato che le scuse fossero state stabilite come condizione per ricucire il rapporto.
Intanto, la Federazione calcistica portoghese lavora per favorire un confronto diretto tra i due. Jesus ha già dato la propria disponibilità, mentre resta da capire quale sarà la posizione di Ronaldo.
Anche il presidente della federazione portoghese, Pedro Proença, ha espresso la volontà di ricomporre la frattura: “Cristiano Ronaldo è il miglior giocatore della storia. Ha dedicato più di due decenni al calcio portoghese ed è il simbolo supremo dell’identità portoghese. La sua presenza con la nazionale è meritata grazie alle sue eccezionali capacità sportive, e questo è innegabile. Rimarrà sempre parte di questo gruppo ogni volta che sarà in forma e pronto”.
Proença ha poi ribadito l’intenzione di riportare CR7 in nazionale: “Quanto accaduto tra lui e Jorge Jesus è stato semplicemente un malinteso che deve essere risolto internamente. Cristiano fa parte della nazionale, è la nostra icona, e ha capitanato la squadra nel primo dei quattro incontri. Avrebbe potuto concludere la sua carriera ai Mondiali, ma non l’ha fatto per il suo amore verso la nazionale. Posso attestare il legame che condivide con il popolo portoghese e la nostra nazionale. Ora che i quattro incontri sono terminati, abbiamo il tempo e la calma per sederci insieme e risolvere il malinteso. Cristiano fa parte del nostro patrimonio e sarà sempre qui ogni volta che l’allenatore lo vorrà“.