Nations League (ore 20.45)

Italia-Turchia, Mancini cerca punti e conferme

Gli Azzurri tornano in campo dopo il pareggio contro la Francia e affrontano la squadra di Montella in piena crisi. 

Italia-Turchia, Mancini cerca punti e conferme

A Parigi l’Italia ha scoperto di non avere più paura delle grandi. Ora deve dimostrare di non aver perso la fame contro chi, almeno sulla carta, parte un gradino più sotto. La sfida con la Turchia arriva nel momento in cui il nuovo corso di Roberto Mancini cerca una conferma definitiva: non basta più sorprendere, serve trasformare la crescita mostrata contro la Francia in una nuova certezza.

Dalla svolta di Wembley alla nuova rivoluzione

La prima Italia di Mancini aveva avuto bisogno di tempo per trovare la propria identità. Nel 2018, dopo la sconfitta in Portogallo, gli Azzurri rischiavano addirittura la retrocessione in Nations League B. La svolta arrivò alla sesta partita della gestione, l’amichevole di Genova contro l’Ucraina.

Quel 4-3-3 con Bernardeschi, Insigne e Chiesa davanti, Barella all’esordio e la coppia Jorginho-Verratti in mezzo al campo diventò il primo vero manifesto del progetto. L’Italia cominciò a dominare il possesso, a muovere rapidamente il pallone e a costruire una fisionomia riconoscibile.

Oggi, però, il calcio non concede più quei tempi. Quattro partite in meno di due settimane hanno trasformato il calendario in una sorta di mini-Europeo. E così Mancini deve costruire, correggere e scegliere quasi contemporaneamente.

Una Nazionale senza intoccabili

La sensazione è quella di una rivoluzione che coinvolge anche le gerarchie. I risultati delle altre grandi confermano quanto sia delicato questo momento: la Germania è caduta in casa contro la Grecia, la Norvegia ha perso due volte, la Croazia è stata travolta dall’Inghilterra.

L’Italia sta scegliendo una strada ancora più radicale. Giovani, veterani messi in discussione e un attacco nel quale stanno entrando prepotentemente volti nuovi come Sebastiano Esposito, Zoma e Vergara.

Al momento, pochi sembrano davvero intoccabili. Donnarumma, Bastoni, Tonali e Pio Espositorappresentano alcuni dei punti fermi, mentre anche giocatori come Di Lorenzo e Barella devono continuare a dimostrare di meritare un posto fisso.

La differenza rispetto al 2018 è evidente. Allora esistevano già colonne come Bonucci, Chiellini, Jorginho, Verratti, Chiesa e Spinazzola, che sarebbero diventate fondamentali nel percorso verso Wembley. Questa volta il talento c’è, ma deve ancora trasformarsi in certezze.

Contro la Turchia spazio al turnover

Le quattro partite concentrate in undici giorni impongono inevitabilmente delle rotazioni. E la Turchiasembra l’avversaria ideale per cambiare diversi interpreti.

Anche perché la squadra di Vincenzo Montella arriva alla sfida in una situazione complicata. Cinque sconfitte nelle ultime sei partite hanno alimentato le contestazioni, mentre lo scandalo arbitrale ha ulteriormente destabilizzato l’ambiente. A tutto questo si aggiungono le assenze di Calhanoglu e Yildiz, entrambi infortunati, e di Arda Güler, squalificato.

L’Italia parte quindi con un vantaggio evidente, ma proprio per questo la gara diventa un test interessante. Mancini, Ruggeri, Romano, Doumbia e Vergara possono avere spazio e dimostrare di essere pronti a sostenere il livello della Nazionale anche quando mancano alcuni dei suoi uomini più importanti.

E poi c’è Barella, pronto a riprendersi il posto dopo aver lasciato il segno anche nel finale della sfida contro la Francia. Il centrocampista può diventare ancora una volta il motore degli Azzurri.

Stavolta conta soprattutto vincere

A Parigi la prestazione aveva quasi lo stesso peso del risultato. L’Italia doveva dimostrare di aver superato la paura delle grandi partite e, in quell’occasione, anche una sconfitta avrebbe potuto lasciare indicazioni positive.

Contro la Turchia il discorso cambia. Il risultato torna al centro di tutto.

Una squadra che vuole diventare grande deve saper affrontare anche le partite meno spettacolari, quelle in cui l’avversario si chiude, il ritmo si abbassa e il gol può arrivare soltanto con pazienza e personalità. La Turchia, soprattutto considerando il momento che sta attraversando, è una partita da vincere.

L’Italia dovrà quindi confermare di essere diventata una squadra capace di imporre la propria superiorità anche quando non ha davanti la Francia di Saint-Denis. È il passaggio successivo del percorso.

E Parigi torna protagonista

Attorno alla partita ci sono poi altre questioni che possono incidere sul cammino degli Azzurri. Sullo sfondo c’è anche la situazione di Malagò e la Giunta Coni, mentre alcuni giocatori rimasti fuori devono continuare a sentirsi parte integrante del gruppo.

Ma soprattutto c’è un’altra partita da osservare con attenzione: Francia-Belgio.

Il risultato di Parigi può infatti ridisegnare la classifica. Un successo della squadra di Mancini contro la Turchia e una vittoria della Francia renderebbero molto più chiaro il percorso verso il secondo posto, che potrebbe essere deciso nello scontro diretto con il Belgio a novembre.

Dopo lo 0-2 di Roma, in Belgio l’Italia avrebbe un obiettivo preciso: vincere. Un pareggio o, peggio ancora, una sconfitta riaprirebbero invece completamente i giochi, anche perché nel finale i nostri rivali affronteranno la Turchia mentre gli Azzurri dovranno vedersela ancora con Francia e Belgio.

Parigi ha già dato una risposta importante. Ora tocca alla Turchia dire se quella risposta era davvero l’inizio di qualcosa di grande.