Rinascimento biancoceleste

Lazio, l’effetto Gattuso rilancia i biancocelesti

Dal rilancio di Tavares a quello di Noslin e Mandas: così Gattuso ha rivitalizzato diverse pedine della rosa della Lazio.

Lazio, l’effetto Gattuso rilancia i biancocelesti

Tredici punti nelle prime cinque giornate rappresentano un bottino che racconta già molto del nuovo corso della Lazio. Rino Gattuso ha portato energia e nuove certezze, ma uno degli effetti più evidenti del suo lavoro riguarda la valorizzazione di giocatori che sembravano destinati a vivere una stagione ai margini. Alcuni erano sul mercato, altri arrivavano da mesi complicati: oggi sono diventati risorse importanti per la squadra biancoceleste.

Il caso più evidente è quello di Nuno Tavares. Il portoghese sembrava destinato a lasciare la Capitale fino a pochi giorni dall’inizio del campionato, poi l’impatto con Gattuso ha cambiato tutto. A Bologna, nella gara d’esordio, gli sono bastati 12 minuti per mostrare nuovamente le sue qualità. Da quel momento il tecnico lo ha promosso titolare e il laterale è tornato a spingere sulla corsia mancina con continuità. Non è soltanto una questione di velocità: Gattuso gli chiede anche di stringere verso il centro per liberare spazio sulla fascia al compagno, diventando così un elemento prezioso nello sviluppo offensivo. Due assist hanno inoltre riportato alla luce una delle sue principali specialità.

Un altro giocatore che ha trovato nuova linfa è Reda Belahyane. Dopo un lungo periodo in cui non era riuscito a imporsi, il centrocampista ha avuto la sua occasione in seguito all’infortunio di Rovella. Gattuso lo ha utilizzato davanti alla difesa e il 22enne ha risposto con personalità, mostrando rapidità di pensiero e disponibilità anche in fase difensiva. Non si limita infatti alla gestione del pallone: in determinate situazioni può abbassarsi e diventare un difensore aggiunto. Il rientro di Rovella si avvicina, ma Belahyane ha già fornito indicazioni importanti.

In attacco, invece, è Tijjani Noslin ad aver cambiato marcia. Nelle ultime due partite Gattuso lo ha schierato al centro del tridente, preferendolo inizialmente a Pinamonti, ancora alla ricerca della migliore condizione. L’olandese ha sfruttato l’opportunità nel migliore dei modi, andando a segno contro Milan e Venezia. Due reti che hanno evidenziato quelle qualità realizzative che finora aveva mostrato soltanto a sprazzi.

Anche Matteo Cancellieri sembrava destinato a salutare la Lazio, considerando pure il contratto in scadenza la prossima estate. Gattuso ha invece scelto di puntare su di lui. La sua capacità di garantire corsa e profondità sulla destra si è rivelata utile, soprattutto mentre Isaksen deve ancora raggiungere la condizione migliore. Il gol contro il Milan ha ulteriormente rafforzato la sua candidatura.

Tra i pali, la scelta del tecnico è ricaduta fin dall’inizio su Christos Mandas. Il greco era reduce dal prestito al Bournemouth senza aver collezionato presenze, ma Gattuso gli ha affidato senza esitazioni la porta biancoceleste. Mandas ha risposto con prestazioni convincenti e con interventi decisivi, come il rigore parato a Venezia.

Spazio anche a Romano Floriani. Il prodotto del vivaio laziale, rientrato dalla Cremonese, si è trovato a occupare la fascia destra dopo lo stop di Marusic. Un’altra soluzione emersa dalle necessità e trasformata da Gattuso in una possibilità concreta.

E il quadro potrebbe presto allargarsi. Fisayo Dele-Bashiru, utilizzato spesso durante la preparazione come elemento capace di ricoprire più ruoli, è tornato a disposizione dopo l’infortunio accusato alla prima giornata. Il suo recupero aggiunge un’ulteriore alternativa a una Lazio che, partita dopo partita, sta scoprendo quanto possa essere prezioso avere più giocatori pronti a cambiare volto alla squadra.