Serie A

Parla l’agente di Seba Esposito: “Nessuno credeva in lui”

"Il calcio ha capito troppo tardi il suo valore"

Parla l’agente di Seba Esposito: “Nessuno credeva in lui”

“Ho fatto la guerra sportiva per Sebastiano, che ora è al Sassuolo: quando l’ho preso non lo voleva nessuno, neanche in Serie B. Il mondo del calcio ha capito troppo tardi il suo valore, io ho sempre creduto molto in lui“. Così il procuratore Mario Giuffredi, intervistato da La Repubblica, racconta il percorso di Sebastiano Esposito, uno dei tre fratelli assistiti dall’agente, soffermandosi sulle difficoltà incontrate dal giovane attaccante prima di riuscire a imporsi nel calcio professionistico.

Secondo Giuffredi, la vicenda di Esposito rappresenta anche un esempio più ampio delle opportunità che il calcio italiano rischia di perdere quando non riesce a valorizzare adeguatamente i propri giovani talenti. “La sua storia ci dà un insegnamento: non bisogna sprecare il talento dei nostri giovani, è una risorsa immensa. Mi riferisco alla provincia di Napoli e non solo – spiega l’agente – In panchina (contro la Turchia, ndr) c’era anche Antonio Vergara. Non è un caso che tre titolari della Nazionale (i due Esposito e Donnarumma, ndr) siano di Castellamare“.

Il riferimento è alla presenza di diversi calciatori originari dell’area di Castellammare di Stabia che hanno raggiunto il massimo livello del calcio italiano. Un dato che, secondo il procuratore, conferma quanto il territorio possa essere una fonte importante di talento, soprattutto tra i più giovani.

Giuffredi si sofferma infine anche sull’aspetto umano dei due fratelli Esposito, oltre al loro percorso sportivo. “Sono ragazzi vecchio stampo: con i principi di una volta e legati alla famiglia, agli zii e soprattutto ai nonni. Senza dimenticare il legame con Castellammare di Stabia“.

Parole che descrivono un rapporto particolarmente forte con le proprie origini e con la famiglia, elementi che, nella visione dell’agente, hanno accompagnato la crescita dei due calciatori.