Esordio negativo

Romano, nessuna colpa: il talento va fatto crescere

Alessandro Romano, giovane azzurro del Cagliari, ha pagato lo scotto dell'esordio, ma il problema dell'Italia è molto più ampio.

Romano, nessuna colpa: il talento va fatto crescere

Alessandro Romano si è ritrovato improvvisamente al centro della scena azzurra in una delle serate più complicate possibili. A vent’anni, con appena cinque presenze alle spalle con il Cagliari e un percorso ancora tutto da costruire, il centrocampista è stato chiamato a dirigere il gioco dell’Italia contro un Belgio più pronto e più esperto. Il risultato non è stato quello sperato, ma sarebbe sbagliato trasformare una partita difficile in un giudizio sul valore del ragazzo.

La questione, semmai, riguarda il modo in cui vengono accompagnati i giovani nel calcio di alto livello. Romano aveva già vissuto settimane particolari, tra il cambio di nazionale, la convocazione con gli Azzurri e le indiscrezioni di mercato che lo hanno accostato a Inter, Milan e Juventus, con una valutazione già nell’ordine dei 20 milioni. Tutto questo mentre fino a pochi mesi fa giocava in Serie B con lo Spezia.

In questo contesto, affidargli immediatamente le chiavi del centrocampo nella prima partita del nuovo ciclo azzurro era una responsabilità enorme. Soprattutto considerando che l’Italia aveva a disposizione altre quattro gare per inserirlo gradualmente. Un esordio più protetto avrebbe forse permesso al ragazzo di esprimere con maggiore serenità le proprie qualità, senza caricarlo di aspettative sproporzionate.

Il confronto con Kevin De Bruyne ha poi reso tutto ancora più complicato. Il belga ha esperienza, personalità e una capacità di gestione della partita che Romano non poteva avere. Il giovane azzurro è stato sovrastato anche sul piano fisico, ma questo non può diventare un giudizio sul suo valore. Al contrario, una serata del genere dovrebbe essere considerata parte di un percorso di crescita.

Romano è il secondo calciatore classe 2006 lanciato da Mancini in Nazionale dopo Pafundi, oggi impegnato in Serie B con il Catanzaro. La valorizzazione dei giovani è un obiettivo importante, ma proprio per questo va accompagnata con attenzione. Le aspettative eccessive possono diventare un peso, soprattutto quando trasformano un ragazzo promettente in un giocatore chiamato a risolvere immediatamente i problemi di una squadra intera.

La storia del calcio offre diversi esempi di talenti caricati troppo presto di responsabilità. Mourinho, parlando di Santon, aveva espresso aspettative altissime sul giovane difensore dell’Inter: “Se non giocherà 400 partite all’Inter come Facchetti, butto via la tessera d’allenatore”. Il percorso successivo del giocatore dimostra quanto sia complesso trasformare un grande potenziale in una carriera all’altezza delle aspettative iniziali.

Per Romano, dunque, una partita difficile non cambia il quadro. Il centrocampista non è stato certamente il principale problema dell’Italia contro il Belgio. La prestazione complessiva degli Azzurri è stata insufficiente, sia nella qualità del gioco sia nella capacità di reagire alle difficoltà. E dall’altra parte c’era una squadra che, nonostante il cambio di guida e il rinnovamento della rosa, ha mostrato maggiore intensità e organizzazione.

Il nuovo Belgio ha dato l’impressione di essere già più avanti nel proprio percorso. L’Italia, invece, deve ancora trovare identità, equilibrio e soprattutto certezze. Mancini ha davanti diverse partite per lavorare e sperimentare, ma dovrà anche proteggere i giovani che deciderà di inserire.

Romano, intanto, deve semplicemente continuare a giocare, imparare e crescere. Senza etichette e senza paragoni impossibili. Il suo esordio non può essere trasformato né in una condanna né nella prova definitiva delle sue qualità. La vera partita, per lui, comincia adesso.