La serata dell’Olimpico avrebbe dovuto essere una di quelle in cui Sandro Tonali prende in mano l’Italia e ne indirizza il gioco. È invece arrivata una prestazione opaca, proprio nella partita in cui gli Azzurri avrebbero avuto bisogno della personalità dei loro uomini più importanti. Contro il Belgio, il centrocampista non è riuscito a imporre ritmo e qualità, finendo per soffrire il confronto con Kevin De Bruyne.
Non è una bocciatura definitiva, ma il rendimento dell’azzurro rappresenta certamente uno dei temi lasciati in eredità dalla prima partita del nuovo ciclo di Roberto Mancini. Tonali dovrebbe essere uno dei punti di riferimento della Nazionale, soprattutto per caratteristiche e prospettive. Quando però la squadra va in difficoltà, da un giocatore del suo livello ci si aspetta qualcosa in più.
Il suo status è ormai quello di un calciatore di primissima fascia. Il Tottenham ha investito circa 116 milioni di euro per acquistarlo, rendendolo l’italiano più pagato della storia. Un trasferimento che ha portato inevitabilmente con sé aspettative enormi. Lo stesso Tonali aveva raccontato alla BBC il retroscena del suo arrivo a Londra: “C’era l’idea di tornare in Italia, ma non c’era la possibilità che ciò accadesse… poi ho parlato dieci minuti con De Zerbi (manager degli Spurs, ndr) e le cose sono andate come le conoscete…”.
Il problema è che anche l’esperienza inglese, almeno per ora, non sta offrendo al centrocampista la continuità che ci si attendeva. Il Tottenham attraversa una fase difficile e occupa l’ultimo posto in classifica, mentre il Manchester City, attualmente al comando, ha già scavato un solco importante. Tonali non è certamente l’unico responsabile della situazione, ma il contesto non lo aiuta a ritrovare quella centralità che aveva mostrato in altri momenti della sua carriera.
Con la Nazionale il discorso diventa ancora più delicato. L’Italia ha bisogno che i giocatori più esperti e importanti assumano responsabilità, soprattutto quando la partita diventa complicata. Chiedere ad Alessandro Romano, alla prima presenza, di prendere il controllo del centrocampo sarebbe stato difficile in ogni caso. Proprio per questo il contributo di Tonali avrebbe dovuto essere maggiore.
Il confronto con De Bruyne ha evidenziato il problema. Il belga, nonostante l’età, ha saputo leggere la partita e gestire i momenti decisivi, mentre Tonali non ha trovato il modo di incidere. Non è la prima volta che il centrocampista azzurro fatica quando la squadra è chiamata a reagire. Un precedente significativo risale alla sfida di Zenica dello scorso marzo, quando l’Italia si trovò a vivere un’altra notte particolarmente complicata nel percorso verso il Mondiale.
Ora la domanda riguarda soprattutto il futuro. Tonali resta uno dei calciatori italiani con il maggior potenziale e il suo profilo continua a essere centrale nei piani della Nazionale. Ma proprio per questo le aspettative sono elevate: nelle partite più pesanti serve un salto di qualità, soprattutto da parte di chi viene considerato un riferimento.
La sfida contro il Belgio può quindi rappresentare più un campanello d’allarme che una sentenza. Il nuovo corso azzurro è appena cominciato e ci sarà tempo per correggere gli errori. Ma se l’Italia vuole crescere, avrà bisogno anche del miglior Tonali. Adesso tocca a lui trasformare la delusione dell’Olimpico in una risposta sul campo.