C’è una frase che più di tutte racconta la stagione di Kimi Antonelli: «Come si può perdere qualcosa che non si ha?». Il pilota italiano l’aveva pronunciata qualche mese fa, quando George Russell provava a spostare su di lui la pressione della corsa al titolo. Oggi quelle parole hanno assunto un significato completamente diverso. Il Mondiale di Formula 1 è ancora qualcosa che Kimi non possiede, ma dopo una stagione dominata dai suoi risultati è diventato sempre più difficile immaginare il campionato senza di lui al centro della scena.
Otto vittorie contro le due di Russell
A raccontare meglio di qualsiasi considerazione il momento di Antonelli sono i numeri. Il pilota della Mercedes ha costruito un vantaggio di 81 punti su Russell, ma è soprattutto il numero delle vittorie a fotografare la differenza tra i due compagni di squadra: otto successi per Kimi, appena due per il britannico.
Alle loro spalle ci sono le due vittorie di Lando Norris e le due ottenute dalla Ferrari, una con Lewis Hamilton e una con Charles Leclerc. Un rendimento che ha trasformato Antonelli da giovane esordiente chiamato a confrontarsi con un compagno esperto a principale riferimento della stagione.
Kimi frena: «Bastano due brutti risultati»
Antonelli, però, non vuole sentir parlare di titolo già assegnato. Prima di affrontare il weekend di Baku, il ventenne ha ricordato quanto rapidamente possa cambiare una classifica in Formula 1: «Non c’è da dare niente per scontato, bastano due brutti risultati per rimettere tutto in discussione».
È una prudenza che Mercedes condivide, anche perché il calendario propone ora una fase particolarmente intensa. Nei prossimi sette settimane sono previste sei gare, un vero tour de force nel quale ogni errore può avere conseguenze pesanti sulla classifica.
La squadra di Brackley può però contare anche su una prospettiva tecnica interessante. Tra Malesia e Singapore sono infatti attesi importanti aggiornamenti aerodinamici, che potrebbero rafforzare ulteriormente il pacchetto a disposizione di Antonelli.
Russell resta il primo inseguitore
Il rivale più vicino continua a essere proprio George Russell, l’unico pilota ad avere a disposizione la stessa W17 del leader del Mondiale. La Mercedes si è dimostrata la macchina di riferimento della stagione e il britannico, almeno sulla carta, dovrebbe essere il principale candidato a contendere il titolo al compagno.
Il problema, per Russell, è stato soprattutto l’adattamento al nuovo regolamento tecnico. Antonelli è riuscito a trovare più rapidamente il modo di sfruttare la vettura, mentre il britannico ha incontrato maggiori difficoltà. Dopo i risultati di Monza e Madrid, Russell è arrivato persino a definirsi fuori dalla lotta per il titolo.
Più che gli 81 punti di distacco, a pesare è quindi la differenza di rendimento mostrata dai due piloti Mercedes nel corso della stagione.
Norris torna a fare paura
Alle spalle di Russell, però, c’è un Lando Norris che sembra aver ritrovato la forma del campione del mondo in carica. Il pilota della McLaren ha vinto due delle ultime quattro gare e a Madrid è stato vicino a conquistare un altro successo, sfumato dopo l’ingresso della Virtual Safety Car che ha vanificato il vantaggio costruito con la pole position.
Antonelli non ha nascosto il proprio apprezzamento per il rendimento dell’inglese: «La vittoria se la meritava Lando, ha guidato alla perfezione come del resto sta facendo dall’inizio di questa stagione».
La crescita di Norris coincide con il ritorno della McLaren nelle posizioni di vertice dopo una prima parte di 2026 complicata. Per Antonelli, tuttavia, il distacco resta significativo: 106 punti separano Norris dalla vetta, con nove Gran Premi ancora da disputare e una Sprint in calendario, per un totale di 233 punti ancora disponibili.
Ferrari, Hamilton più lontano
Anche in casa Ferrari la situazione è cambiata rispetto a qualche settimana fa. Lewis Hamilton è stato a lungo nelle zone alte della classifica e, in alcuni momenti, sembrava poter rappresentare una minaccia concreta per Antonelli.
I risultati meno brillanti della Rossa negli ultimi appuntamenti hanno però ampliato il divario. Il sette volte campione del mondo si trova ora a 101 punti da Antonelli e a 20 dalla seconda posizione occupata da Russell.
La rimonta resta dunque possibile soltanto attraverso una lunga serie di risultati positivi e, contemporaneamente, qualche passo falso dei piloti Mercedes.
La sfida più difficile sarà gestire la pressione
Il vantaggio costruito finora permette ad Antonelli di guardare al finale con fiducia, ma porta con sé anche una responsabilità nuova. Da Baku in avanti ogni weekend avrà un peso maggiore e la pressione aumenterà insieme all’avvicinarsi della conclusione del campionato.
Per il ragazzo della Mercedes sarà quindi fondamentale conservare proprio quelle caratteristiche che lo hanno accompagnato nei momenti migliori del suo straordinario 2026: concentrazione, lucidità e calma.