Il Venezia non cambia guida tecnica. Dopo giorni di riflessioni e contatti con possibili alternative, la società ha deciso di confermare Giovanni Stroppa, allontanando almeno per il momento l’ipotesi di un esonero. La comunicazione è arrivata ieri sera attraverso un messaggio agli addetti stampa, senza conferenza o comunicato ufficiale. Una scelta arrivata al termine di una settimana particolarmente delicata, iniziata con la quinta sconfitta consecutiva in campionato contro la Lazio.
La sospensione e i possibili sostituti
Stroppa, nonostante le voci sul suo futuro, ha continuato a lavorare regolarmente a Ca’ Venezia, compreso l’allenamento di ieri mattina. La sua posizione, però, era tutt’altro che solida. Un segnale evidente era arrivato lunedì, quando il tecnico non aveva partecipato all’incontro di Lissone con gli arbitri, risultando l’unico allenatore di Serie A assente senza essere rappresentato da un vice.
Nel frattempo, il direttore sportivo Filippo Antonelli aveva iniziato a valutare le possibili alternative. Tra i nomi maggiormente considerati c’erano Alberto Gilardino e Paolo Zanetti, mentre erano progressivamente tramontate altre ipotesi già prese in considerazione nelle settimane precedenti, come Igor Tudor e Roberto D’Aversa.
La scelta dagli Stati Uniti
La decisione definitiva è arrivata nel pomeriggio dagli Stati Uniti, dove il comitato operativo che gestisce il club ha scelto di proseguire con Stroppa. Un atto di fiducia nei confronti dell’allenatore che nella passata stagione ha riportato il Venezia in Serie A, vincendo il campionato di Serie B, e che lo scorso giugno aveva firmato un rinnovo triennale.
Proprio il progetto costruito attorno a Stroppa rappresenta uno degli elementi principali alla base della conferma. L’investimento della società sul tecnico non è stato soltanto economico, ma soprattutto progettuale. Cambiare dopo appena cinque giornate avrebbe significato interrompere un percorso sul quale il club aveva puntato con decisione durante l’estate.
La squadra dà ancora segnali positivi
Anche la prestazione contro la Lazio ha offerto qualche elemento a sostegno della scelta societaria. Il Venezia ha perso, ma ha mostrato una squadra ancora dentro la partita sul piano caratteriale e capace di seguire le indicazioni dell’allenatore.
In fase offensiva sono state create sei occasioni limpide, mentre in difesa si intravedono progressi. L’inserimento di Juan Jesus al centro della retroguardia ha contribuito a dare maggiore stabilità dopo le difficoltà incontrate da Halhal e Bella-Kotchap, che non hanno ancora garantito le risposte necessarie.
Tutto questo, però, non cancella il problema principale: il Venezia è ancora senza punti. E dopo cinque giornate il margine di errore comincia inevitabilmente a ridursi.
Ottobre sarà un mese decisivo
La sosta arriva quindi nel momento giusto per permettere a Stroppa di lavorare e recuperare uomini importanti. Il calendario al rientro, però, sarà particolarmente impegnativo: trasferte a Bergamo, Genova e Como, oltre alle sfide casalinghe contro Napoli e Inter.
Una sequenza che renderà indispensabile iniziare a muovere la classifica.
Il Venezia dispone di una rosa profonda e in estate ha investito circa 47 milioni di euro sul mercato. Le prossime due settimane e mezzo serviranno soprattutto a recuperare giocatori importanti come Toma Basice Dagasso, particolarmente preziosi considerando l’assenza di Gianluca Busio, che dovrebbe rimanere fuori almeno fino alla fine di ottobre.
Ora Stroppa deve trovare la formula
Un altro passaggio fondamentale sarà quello di integrare definitivamente i nuovi acquisti. Alcuni dei difensori arrivati in estate si sono presentati, per stessa ammissione dell’ambiente, «un po’ fuori condizione» e dovranno ritrovare la migliore condizione fisica per entrare pienamente nei meccanismi di Stroppa.
La società ha scelto di concedere un’altra possibilità al suo allenatore. Adesso toccherà a Stroppa trasformare la fiducia in risultati.
Dal club, ieri, sono arrivate soltanto poche parole: «Avanti a lavorare sodo». Per il Venezia, dopo cinque sconfitte consecutive, non potrebbe esserci una missione più chiara.