La vera sorpresa della nuova Roma di Gian Piero Gasperini non è soltanto tattica. È anche fisica e porta il nome di Paulo Dybala. L’argentino, a 32 anni e alla quinta stagione in giallorosso, sta vivendo una delle fasi più continue della sua esperienza nella Capitale, riuscendo a mettere alle spalle quei problemi muscolari che troppo spesso ne avevano condizionato il rendimento.
Quella che si vede oggi è una Joya 5.0, più resistente e soprattutto più presente. Nei primi quattro anni romanisti aveva saltato 49 partite, mentre ora è diventato uno degli uomini più utilizzati da Gasperini. Il tecnico, però, non si accontenta e gli chiede un ulteriore passo avanti: meno altruismo negli ultimi metri e più tiri, dribbling, accelerazioni e attacchi dell’area.
Sempre in campo
I numeri raccontano meglio di qualsiasi sensazione la trasformazione dell’argentino. Dybala ha totalizzato 497 minuti in sei partite tra campionato e Champions League, terzo tra i giocatori di movimento della Roma alle spalle di Bryan Cristante e Mario Hermoso.
La sua disponibilità sta diventando una delle principali certezze della squadra. Contro l’Inter, nella sfida dell’Olimpico, ne è arrivata una dimostrazione particolarmente significativa.
Dybala ha lavorato per la squadra, partecipando al pressing e andando a recuperare palloni fino al 93’. Alla fine ha percorso 9,8 chilometri, dopo aver contribuito alla costruzione dei due gol di Manu Koné, entrambi nati dalla sua zona di campo.
È un Dybala diverso anche nell’interpretazione del ruolo. La qualità non è cambiata, ma adesso alla tecnica aggiunge una continuità atletica che in passato era mancata.
Ora Gasperini vuole più egoismo
Quando l’argentino riceve il pallone, qualcosa può sempre accadere. Dall’inizio della stagione ha già messo a referto quattro assist e ha propiziato tre reti, compresi i gol segnati all’Olimpico contro l’Inter e quello di Donyell Malen a Torino.
Ma Gasperini vuole di più. Il tecnico è consapevole di avere a disposizione un giocatore con qualità sufficienti per fare la differenza negli ultimi sedici metri e ora gli chiede di cercare con maggiore insistenza la conclusione personale.
Il dato che manca è infatti quello più evidente: Dybala non segna da 13 partite, dall’ultimo gol realizzato contro il Torino il 18 gennaio scorso.
I primi segnali sono comunque incoraggianti. Contro l’Inter sono arrivate quattro conclusioni verso la porta di Martinez, un indizio della ritrovata fiducia e di una condizione fisica che gli permette di essere più aggressivo.
Il lavoro dietro alla trasformazione
Il cambiamento non è casuale. Durante l’estate Dybala ha seguito un programma di lavoro particolarmente accurato, pensato per permettergli di gestire meglio il passare degli anni e soprattutto prevenire nuovi problemi muscolari.
Gasperini ha inciso su tre aspetti fondamentali: potenziamento muscolare, durata atletica e continuità di impiego. Niente più gestione prudente come in passato. Il principio dell’allenatore è molto semplice: «Se sta bene gioca».
Finora, infatti, Dybala non ha saltato un allenamento, un dato che fotografa bene il nuovo momento dell’argentino. Anche durante la sosta è previsto un richiamo di preparazione per migliorare ulteriormente la condizione.
Per la Roma significa poter contare su una risorsa che, quando è fisicamente disponibile, cambia inevitabilmente il livello della squadra.
La scommessa sui bonus
C’è poi un altro elemento che rende particolare questa nuova fase della carriera romanista di Dybala. Il suo nuovo contratto annuale è stato costruito anche sui bonus legati alle presenze, ai gol e agli assist.
L’argentino ha accettato una riduzione del 72% dello stipendio rispetto al precedente accordo, scegliendo di restare nella Capitale e di legare una parte importante dei propri guadagni al rendimento.
Per ogni partita da titolare con almeno 45 minuti disputati è previsto un bonus di 100 mila euro, fino a un massimo di 20 presenze. In caso di ingresso dalla panchina con almeno 20 minuti giocati, il bonus è invece di 75 mila euro. Dalla 21ª presenza da almeno 45 minuti, la cifra sale a 150 mila euro.
Una sorta di scommessa personale: più Dybala gioca, più guadagna. E più gioca, più la Roma può contare sulla sua classe.
La Joya sembra aver trovato una nuova dimensione. Ora manca soltanto il gol, quello che Gasperini gli chiede con maggiore insistenza. Perché questa versione di Dybala, finalmente continua e fisicamente affidabile, può ancora avere molto da dire.