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Italia, Pio Esposito al centro del nuovo corso: Mancini gli affida il 9

Il centravanti dell’Inter è il volto della nuova Nazionale, intanto il Ct prova il 4-3-3 e studia la formazione per l’esordio

Italia, Pio Esposito al centro del nuovo corso: Mancini gli affida il 9

A Coverciano il futuro dell’Italia ha già un volto preciso. È quello di Pio Esposito, 21 anni, centravanti dell’Inter e nuovo riferimento offensivo della Nazionale di Roberto Mancini. Il ct sembra intenzionato a consegnargli subito una maglia da titolare contro il Belgio, affidandogli anche il numero 9. Una scelta che racconta più di qualsiasi dichiarazione la direzione presa dal nuovo corso azzurro.

La pressione, però, non sembra essere un problema per il giovane attaccante. Al contrario, l’opportunità di diventare protagonista con l’Italia appare come la naturale prosecuzione di un percorso che negli ultimi mesi ha accelerato in maniera evidente.

Numeri da predestinato

Il rendimento con la maglia azzurra spiega perché Mancini abbia deciso di puntare su di lui. Pio Esposito ha segnato cinque gol in nove presenze, tra gare ufficiali e amichevoli, con una rete ogni 93,6 minuti. Delle ultime dodici reti realizzate dall’Italia, il 42% porta la sua firma.

Numeri che lo hanno già avvicinato a nomi importanti della storia azzurra. Arrivando a quota cinque prima dei 21 anni, Esposito ha infatti raggiunto Gianni Rivera. Davanti a lui, alla stessa età, resta soltanto Giuseppe Meazza, arrivato a undici reti.

Il paragone con grandi centravanti del passato, da Christian Vieri a Luca Toni, è inevitabile, ma Esposito sta costruendo un percorso personale. La precocità, la capacità di leggere le situazioni e soprattutto la crescita nella gestione delle partite lo hanno portato rapidamente dentro i piani della Nazionale.

Mancini cambia le gerarchie

Il ct non sembra intenzionato a seguire le gerarchie del passato. Mateo Retegui, protagonista di una lunga fase del precedente ciclo azzurro, è rimasto fuori, mentre Moise Kean e Gianluca Scamacca sono momentaneamente alle spalle nelle scelte.

Una decisione che risponde a una logica di meritocrazia, ma anche a una precisa strategia per il futuro. «Ho chiamato tanti ragazzi perché devo capire in fretta chi fra loro potrà restare con noi nei prossimi quattro anni», ha spiegato Mancini.

Il fatto che Esposito non sia ancora un titolare indiscusso dell’Inter non sembra rappresentare un ostacolo. Anche gli altri centravanti in corsa hanno infatti situazioni analoghe: Kean è alle spalle di Douvikas nel Como, mentre Scamacca si alterna con Krstovic nell’Atalanta.

La nuova Italia, insomma, non sembra avere un attaccante intoccabile. E Pio parte davanti agli altri.

La crescita con l’Inter

Anche la stagione in nerazzurro conferma il salto di qualità. Esposito ha già trovato il gol contro il Monza, con uno splendido colpo di tacco, e ha poi colpito anche contro l’Udinese.

Soprattutto, è aumentato il suo spazio. In questa stagione ha già iniziato quattro delle prime sei partite dell’Inter, considerando anche la Champions League. Un dato che fotografa una crescita significativa rispetto al suo primo campionato di Serie A, quando per trovare il secondo gol aveva dovuto aspettare la sedicesima giornata.

Il club crede fortemente nel suo sviluppo. Lo dimostra il recente rinnovo fino al 2032, con uno stipendio di 2,7 milioni netti a stagione più bonus, diventato il contratto più lungo mai sottoscritto da un calciatore di Serie A.

La spinta del fratello Sebastiano

A rendere ancora più speciale il ritiro di Coverciano c’è poi la presenza del fratello maggiore Sebastiano Esposito, protagonista di un ottimo avvio di stagione con il Sassuolo.

Per i due fratelli, ritrovarsi insieme in Nazionale rappresenta la realizzazione di un sogno coltivato fin da bambini. «Quando cominci a giocare a calcio e parli con tuo fratello di cosa vorresti fare da grande, la prima risposta è sempre: giocare insieme in Nazionale», hanno raccontato a Vivo Azzurro.

Il primo rito azzurro per Sebastiano è già arrivato: il classico battesimo dei nuovi convocati, con una canzone davanti al gruppo. La scelta è caduta su “O surdato ‘nnammurato”, accompagnata dalle risate dei compagni.

Mancini prova il 4-3-3

Intanto il ct lavora sulla squadra che affronterà il Belgio. Dopo le prime 48 ore di ritiro, una delle certezze sembra essere il 4-3-3, provato per il secondo giorno consecutivo.

Poche le variazioni rispetto alla seduta precedente. Ruggeri, convocato per sostituire Dimarco, è stato impiegato da terzino sinistro. Frattesi ha lavorato da mezzala destra, mentre Doumbia ha svolto il percorso opposto. Ancora ai margini Scalvini, alle prese con un leggero problema alla caviglia che dovrebbe comunque consentirgli di tornare presto in gruppo.

Tutti i ballottaggi verso il Belgio

Mancini ha poi diviso la squadra in due gruppi, provando una formazione composta da Di Lorenzo, Gianluca Mancini, Coppola e Calafiori davanti al portiere, con Barella, Romano e Tonali a centrocampo e Zaniolo, Pio Esposito e Raspadori nel tridente.

Non significa necessariamente che sarà questo l’undici titolare. Restano diversi ballottaggi da sciogliere nelle prossime sedute: Di Lorenzo-Kayode sulla destra, Tonali-Frattesi in mezzo e soprattutto Zaniolo-Vergara e Raspadori-Zoma-Maldini sulle fasce.

La formazione provata, però, segue una logica precisa. Mancini ha chiesto risultati immediati e ha quindi mischiato il talento dei giovani con giocatori di maggiore esperienza, compresi diversi protagonisti dell’Europeo del 2021. L’unica eccezione importante è Bastoni, squalificato.

Il Belgio sarà quindi il primo vero esame del nuovo corso. E al centro di tutto, inevitabilmente, ci sarà Pio Esposito. Il ragazzo che Mancini ha scelto come volto del presente e, soprattutto, come possibile centravanti dell’Italia dei prossimi anni.