Questione Var

Var, Sarri attacca: oggi il confronto con l’Aia

Dopo le proteste del tecnico dell'Atalanta, arbitri e club si incontrano a Lissone per fare il punto sul Var.

Var, Sarri attacca: oggi il confronto con l’Aia

Il tema del Var torna al centro del dibattito proprio mentre il campionato si prepara a fermarsi. A riaccendere la discussione è stato Maurizio Sarri, che dopo la sconfitta dell’Atalanta contro la Juventus ha contestato apertamente la gestione dell’episodio che ha coinvolto Kalulu e Rowe, chiedendo maggiore chiarezza sull’utilizzo della tecnologia.

“Per il Var preferisco questa versione, meglio non usarlo mai che usarlo troppo, ma ci sono episodi evidenti. Se non intervieni nemmeno su questo allora aboliamolo, non ne vedo più la necessità”. Nel post partita, l’allenatore nerazzurro ha espresso così il proprio disappunto per il mancato calcio di rigore e per la decisione di non intervenire sulla trattenuta in area. Una presa di posizione netta, alla quale ha fatto seguito un’ulteriore precisazione: “Se un fallo è un fallo, poi la soglia dei contatti si può alzare o abbassare”, ha aggiunto.

Il tema sarà inevitabilmente tra quelli affrontati oggi a Lissone, dove è previsto l’incontro tra la classe arbitrale e le squadre di Serie A. L’obiettivo dell’Aia, secondo le indicazioni che saranno ribadite nell’appuntamento, resta quello di mantenere il direttore di gara al centro della partita, utilizzando il Var soltanto nei casi di chiaro ed evidente errore. Una linea che segue le indicazioni di Fifa e Uefa e che, almeno per il momento, non sembra destinata a essere modificata.

Più che un ripensamento complessivo del sistema, dunque, l’orientamento è quello di intervenire eventualmente dove qualcosa non funziona, mantenendo invariati i principi di fondo. I numeri delle prime cinque giornate fotografano un utilizzo particolarmente contenuto della revisione a bordo campo: finora si registra un solo ‘on field review’.

L’episodio è avvenuto il 12 settembre, durante il primo tempo di Genoa-Frosinone. L’arbitro Rapuano è stato richiamato al monitor per valutare un tocco di mano in area del difensore del Frosinone Cittadini, intervenuto sul tiro del genoano Baldanzi. Da quel controllo è scaturito il primo rigore assegnato attraverso un ‘on field review’ in questa stagione.

Il dato assume un peso maggiore se confrontato con le due annate precedenti, quando la media era stata di circa cinque interventi a campionato. Una differenza che alimenta inevitabilmente il confronto sul modo in cui debba essere utilizzato lo strumento, anche se dal fronte arbitrale la posizione resta chiara.

“Il numero dei rigori non dipenderà da noi ma dai falli che ci saranno, abbiamo dato il primo rigore con l’on field review perché c’era. Cercheremo di fare meno errori noi e nel caso di correggerli, ma lo spettacolo sia al primo posto”, aveva spiegato nei giorni scorsi il designatore Daniele Orsato.

L’incontro di Lissone servirà quindi a ribadire competenze, principi e modalità operative, con l’obiettivo di rendere più uniforme l’interpretazione senza trasformare il Var in un arbitro aggiunto. Oltre a Orsato saranno presenti il direttore tecnico Domenico Messina e l’intera commissione dell’Aia, composta da Luca Banti, Ciro Carbone, Gabriele Gava, Alessandro Giallatini e Antonio Danilo Giannoccaro.

La discussione, dunque, parte da un episodio contestato e arriva a un confronto più ampio sul ruolo della tecnologia. La linea dell’Aia resta quella della continuità: il Var deve correggere gli errori realmente evidenti, lasciando al direttore di gara la gestione della partita. Ma proprio la distanza tra questa impostazione e le proteste di chi vive il campo sarà uno dei temi destinati a tenere banco nelle prossime settimane.