Gennaro Gattuso è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia di Venezia-Lazio (domani, ore 20.45). Ecco le sue dichiarazioni.
La partenza è stata positiva, arriva il bello o il difficile ora?
“Non dobbiamo peccare di presunzione, essere bravi a continuare su questa strada, all’improvviso non siamo diventati tutti bravi. Ci vuole giudizio e mentalità, non presunzione. Una partita tosta domani, ti palleggia in faccia e ti viene a prendere uomo a uomo. Se siamo presuntuosi, a Venezia sarà molto difficile. La chiave è questa. Se siamo arrivati dove siamo arrivati è per la voglia di squadra, il famoso elmetto, il veleno. Se commettiamo questo errore vuol dire che c’è qualcosa che non va”.
La squadra come si isola?
“Per niente, dentro lo spogliatoio, in palestra o in campo non si deve parlare di quello che non ci riguarda. Dobbiamo pensare al lavoro e agli allenamenti, a preparare la gara in un certo modo. Ci possiamo solo lamentare se per 4-5 mesi non arriva il salario, sennò no. Io leggo poco, i primi anni che ho fatto questo mestiere leggevo e ascoltavo, ho visto che non mi portava nulla. Mi concentro sul lavoro, voglio trasmetterlo ai giocatori. Pensiamo alle nostre priorità e a fare le cose a mille all’ora. Non ho notato nulla, anzi, abbiamo ribadito l’importanza della partita. Dobbiamo rifarci del secondo tempo con il Milan”.
Come sta la squadra? Infermeria?
“Cataldi era già in panchina, Marusic sta correndo, dopo la sosta sarà a disposizione. Per Rovella aspettiamo la risonanza di giovedì o venerdì prossimo e vediamo. Dele è guarito ma non ha senso buttarlo dentro e rischiare. Abbiamo preferito aspettare. Doekhi è a disposizione, si è allenato. Un ragazzo per bene come tutta la rosa, non posso lamentarmi. Isaksen ha avuto un piccolo problema, ma è a disposizione”.
Ora si parla anche di un Gattuso che fa giocare bene la squadra.
“Qualcuno si dimentica. Uno deve vedere cosa ho fatto al Milan o al Napoli, se vincevamo con il Verona saremmo arrivati secondi. Sono ostaggio del mio personaggio, ho giocato una vita con il mio carattere. Quando hai il soprannome Ringhio ti battezzano così, ma questo è un altro lavoro. Io sono orgoglioso, lo faccio con passione. Se avessi avuto un giocatore con le mie caratteristiche non so se con me avrebbe giocato. Forse non avrebbe trovato posto per come vedo il calcio da un po’ di anni a questa parte”.
Alla rosa manca un Gattuso?
“Per come vogliamo giocare non credo ci sia bisogno di un Gattuso. Vogliamo rischiare, fare una pressione ultraoffensiva. Ho bisogno di riuscire a tenere il livello sempre alto, capire bene quando bisogna abbassarsi. Le cose non si fanno a metà. Gli ultimi 12-13 minuti con il Milan abbiamo mostrato carattere, abbiamo ricominciato a salire, un’altra squadra può prenderne altri di gol in quel momento”.
La rosa è già completa?
“Icardi ha fatto 150 gol in carriera, nessuno lo discute. Abbiamo fatto delle scelte qui, abbiamo preso Pinamonti, Gudmunsson. Quando si spendono parole coi giocatori non bisogna incartarsi. Oggi non ci possiamo incartare, con tutto il rispetto per Icardi. Ne ho parlato col presidente e con il Ds, niente toglie al valore di Icardi. Per questo non ho voluto mettere le mani. Già qualcuno deve stare fuori. Terzini ne abbiamo tre a destra e tre a sinistra. Pellegrini non è in lista ma si allena con noi. Si chiamano equilibri, non bisogna commettere errori così”.
Non viene occupato lo slot?
“Ora no, inutile prendere gente e poi rischiamo di lasciare fuori gente in allenamento. Lo puoi fare con un giovane o un Primavera, poi la gestione diventa problematica”.
Pensa ancora che la Lazio ha davanti 8-9 squadre?
“Penso partita per partita, non mi faccio prendere dall’entusiasmo. Mi interessa dare una mentalità alla squadra, che si tocchi con mano la nostra identità. Non voglio scappare alle pressioni, qui c’è tutti i giorni per la storia scritta dal club. Ora però non dobbiamo commettere l’errore della presunzione. Dopo il Mantova dicevano che dovevamo salvarci per la figuraccia fatta, giuste le critiche”.
Pinamonti in ballottaggio è una questione di condizione o ci saranno ballottaggi anche per il posto al centro del tridente?
“Pinamonti deve star tranquillo, lui sa come è arrivato. Ha fatto poco in estate con il Sassuolo, giustamente voleva venire qui a tutti i costi. È un ragazzo che ha voglia, però deve stare tranquillo. Roma non è stata costruita in un girono, sappiamo come è arrivato, poi ha preso una botta alla caviglia. Sappiamo che ragazzo è. L’alternanza non vale solo per lui in attacco, dipende anche da come giocano anche le squadre che affrontiamo. Quando gioca TJ è diverso, più dinamico, ci dà profondità, sono cose che ci può dare anche Andrea che però ha altre caratteristiche. Vediamo di partita in partita come vogliamo mettere in difficoltà gli avversari”.
Sui tifosi?
“Devo chiedere scusa, mi sono fatto prendere dal nervosismo quando ho detto che il calcio fa schifo senza i tifosi. Chiedo scusa a chi era allo stadio e ci è venuto a tifare. Non volevo fare polemica. Quelli che sono venuti a tifarci non li ho ringraziati e questo è un errore. Spero che in futuro ce ne saranno ancora di più”.
Come sta Cataldi? Può giocare a Venezia?
“Danilo è stato fermo tantissimo tempo, lo stiamo portando in condizione. Se c’è bisogno è pronto. Domenica abbiamo fatto una partita con la Primavera, ha messo minutaggio nelle gambe, ha tanto da migliorare visto quanto è stato fermo. Ora si sta allenando con continuità ed è importante per noi”.
Come mai ha parlato solo oggi prima di una gara di campionato? Scelta sua?
“Una scelta mia e della società. Siccome sono molto scaramantico, avrei preferito non venire nemmeno oggi”.
Come ha visto Sutalo? È lui il titolare?
“Nessuna gerarchia, partita per partita scegliamo. Abbiamo 4 centrali di un’affidabilità incredibile, sono 4 titolari, poi sta a me sbagliare il meno possibile. Ma sono forti, sono giocatori strutturati e sono 4 titolari”.
Quanto sarà importante la sosta per Isaksen? Cosa pensa di Gudmunsson, può diventare una soluzione sulle due fasce?