C’è un dato che racconta bene quanto sia cambiata l’Inter rispetto a dodici mesi fa. I gol sono gli stessi, otto dopo tre giornate di Serie A, ma tutto il resto sembra appartenere a un’altra storia. La squadra di Chivu è infatti a punteggio pieno, ha già superato senza lasciare punti per strada tre avversari e al Bernabeu ha messo paura al Real Madrid. Il rendimento offensivo, insomma, non è affatto un problema. Semmai c’è qualcosa da sistemare nella finalizzazione.
Il gol resta comunque una delle grandi certezze dell’Inter. Lo era nella stagione dello scudetto e continua a esserlo con Chivu, che può contare su una quantità impressionante di soluzioni. La ThuLa rimane il principale detonatore offensivo, ma alle spalle di Lautaro Martinez e Thuram ci sono alternative come Pio Esposito, senza dimenticare i calci da fuori di Calhanoglu, gli inserimenti delle mezzali e la pericolosità dei difensori sui palloni inattivi.
Nella scorsa stagione questa varietà aveva prodotto 89 gol, con una media di 2,34 reti a partita e un margine di ben 24 gol sul secondo miglior attacco del campionato. Quest’anno, però, il quadro è leggermente diverso.
Como e Roma hanno già ingranato
La sorpresa arriva guardando ciò che succede alle spalle dei nerazzurri. Il Como di Cesc Fabregas, protagonista anche del debutto storico in Champions League, ha già segnato 11 gol complessivi tra campionato ed Europa. Stesso bottino per la Roma di Gasperini, trascinata dalla velocità di Malen e capace di produrre numeri importanti sia in Italia sia in Europa.
L’Inter è invece a quota nove considerando le otto reti in campionato e quella realizzata al Bernabeu. Per una squadra abituata a dettare legge anche nella classifica dei gol, trovarsi momentaneamente dietro a qualcuno rappresenta quasi una novità.
Ma non è certamente un motivo di allarme per Chivu. Anzi, dietro questi numeri si nasconde un’altra statistica che fa sorridere l’allenatore nerazzurro.
94 tiri in quattro partite
L’Inter tira tantissimo. In quattro partite, considerando campionato e Champions League, sono arrivati addirittura 94 tiri, 27 dei quali nello specchio. Una produzione offensiva enorme, che certifica la capacità della squadra di arrivare con continuità dalle parti del portiere avversario.
Il problema è quello che succede nell’ultimo gesto.
Nel 4-1 al Monza, al debutto, la percentuale realizzativa era stata intorno al 30%. Poi la mira è progressivamente peggiorata: 31 conclusioni contro il Cagliari, 29 contro il Napoli e altre 21 al Bernabeu contro il Real Madrid.
Contro i sardi, addirittura, l’Inter ha trasformato in gol appena il 3% dei tentativi. In Spagna la percentuale si è fermata al 4%. Numeri che spiegano perché una squadra capace di costruire così tanto abbia raccolto meno di quanto avrebbe potuto.
La fiducia di Chivu
Ed è proprio questo il punto sul quale Chivu può costruire la sua fiducia. I 94 tiri non rappresentano soltanto un’enorme quantità di occasioni sprecate, ma soprattutto la dimostrazione che il sistema funziona. L’Inter arriva, insiste, riempie l’area e riesce a creare contro squadre molto diverse per caratteristiche e livello.
Serve soltanto maggiore lucidità sotto porta. E anche in questo senso qualche segnale è già arrivato: Lautaro ha ritrovato il feeling con il gol grazie alla doppietta contro il Napoli, mentre Calhanoglu è stato protagonista con le reti nelle prime due giornate.
La ThuLa, dopo la pausa europea, è pronta a tornare protagonista contro l’Udinese. E Chivu non sembra avere dubbi sulla strada intrapresa: «Con il Real abbiamo perso una grande occasione, ma abbiamo una squadra evoluta che sa fare tante cose. Siamo sulla strada giusta per crescere ancora in futuro».
Il passo successivo è evidente: segnare di più con le stesse occasioni.
L’Udinese e il ricordo di San Siro
Dall’altra parte ci sarà un’Udinese che conosce già il modo per sorprendere l’Inter. Lo scorso anno, proprio alla seconda giornata, i friulani riuscirono a imporsi 2-1 a San Siro, anche grazie a una buona dose di fortuna.
Kosta Runjaic lo sa bene e non lo nasconde: «Lo scorso anno abbiamo avuto anche fortuna. Ce ne servirà anche in questa occasione».
La formazione friulana dovrà inoltre fare i conti con diverse assenze, tra cui Solet e Zaniolo. «Abbiamo diversi infortunati, ma a noi non piace lamentarci – ha spiegato Runjaic –. Si parte dallo 0-0 e cercheremo di fare una bella partita».
In difesa le scelte sembrano praticamente obbligate, con Abankwah, Kabasele ed Ebosse davanti a Okoye. Resta invece il dubbio sulla trequarti: Ekkelenkamp dovrebbe agire alle spalle di Davis, mentre per l’altra posizione è ballottaggio tra Bayo e Unai, con l’ivoriano favorito.
L’Inter parte ancora una volta con i favori del pronostico. Ma dopo aver tirato 94 volte in quattro partite, Chivu chiede soprattutto una cosa ai suoi: prendere meglio la mira.