Champions League

Fabregas: “Domani una partita come le altre, dobbiamo provare a vincere”

L'allenatore del Como ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della sfida con il Lipsia

Fabregas: “Domani una partita come le altre, dobbiamo provare a vincere”

Alla vigilia dello storico esordio in Champions League del Como con il Lipsia ha parlato in conferenza stampa Cesc Fabregas. Queste le sue risposte alle domande dei giornalisti presenti in sala stampa.

Domani esordio storico, che emozioni prova e che gara si aspetta?

“Prima di tutto vorrei mandare un messaggio di forza alla nostra calciatrice Roberta Picchi. Siamo una famiglia, le diamo un grande abbraccio. Siamo con lei. Domani è una partita come le altre, dobbiamo provare a vincere come le altre. Poi capisco le emozioni della città e del club, ma dobbiamo essere bravi a capire che è una partita di calcio. Sono una grande squadra, dobbiamo sfruttarla per crescere. Sono una grande squadra e noi vogliamo essere al top. Vediamo come va, ma c’è fiducia”.

Domani sceglierei il primo storico ‘undici’ del Como in Champions. Nel fare le scelte, deciderai in base alle caratteristiche o all’esperienza?

“Sceglierò chi mi aiuterà di più ad andare all’obiettivo, che è la vittoria. Mi conoscete da due anni e mezzo ormai, a me non interessa l’esperienza. Che vuole dire? Ieri ti posso far vedere giocatori che hanno fatto cento partite in Champions e hanno sbagliato. La scelta più giusta sarà chi penso mi aiuterà di più a vincere”.

Quali sono i segnali che coglie e che le fanno capire che la sua squadra è pronta per questo debutto? Ci può anticipare qualcosa sul discorso che farà prima della partita?

“Capisco ovviamente che domani il tema sarà la prima partita della storia in Champions per il Como ma per noi sarà una partita come le altre. Adesso stiamo arrivando a un livello che, due minuti prima della riunione, qualche scelta la devo fare. Questo fa capire quanto il livello si è alzato e quanto sono vicini i giocatori. Adesso nessuno può sapere chi gioca domani. Tutti sono preparati per dare una mano. Discorso? Non me lo preparo, sono una persona a cui viene tutto da dentro. Sono uno che dice quel che sento”.

In Europa, ancor più che in Italia, avrete modo di esprimere al meglio il vostro calcio?

“Vediamo dopo la partita di domani (ride, ndr). Non lo so… è la prima partita di Champions. Possiamo avere un’idea di quel che sarà, ieri ho visto 3-4 partite e posso farmi un’idea di quel che potrà succedere. Noi abbiamo un’idea di calcio, non possiamo andare troppo lontano a seconda della competizione. Noi pensiamo a noi, poi studiamo e prepariamo ogni gara nei dettagli. Ma la cosa più importante è che, succeda quel che succeda, il giocatore possa trasmettere il nostro calcio. E questo vuol dire capire, intendere il calcio. Ogni partita va giocata con la nostra identità”.

Come vedi il Lipsia e Demichelis?

“Il Lipsia è un grande club, l’hanno dimostrato negli anni, creando una cultura iniziando da zero 20 anni fa. Si possono prendere tantissime idee e hanno fatto bene. Conosco Martin Demichelis e diverse persone del club, sono grandi persone e grandi professionisti. Non sono sorpreso di ciò che hanno costruito. Sarà una gara molto difficile domani”.

C’è anche un po’ di leggerezza essendo la prima volta?

“Spero di no, spero che sia una partita in cui i ragazzi scendano in campo pensando di poterla vincere, come abbiamo fatto da quando sono arrivato in Serie B. La nostra responsabilità è andare in ogni partita a fare il meglio, che è vincere. Deve essere la nostra mentalità. Spero che la squadra pensi che sia una partita di calcio come le altre e che le emozioni riguardino solo oggi. L’obiettivo è pensare a oggi, non al domani. La Serie A ti dà di più in una stagione, ma domani arriva qua il Lipsia che è molto forte ed è abituato a questi contesti. Dobbiamo avere personalità”.

Che costa sfrutti della tua esperienza da giocatore per preparare queste partite?

“La mia esperienza da giocatore in Champions ti fa vedere che la vita passa molto veloce. Non ricordo nemmeno l’ultima partita giocata, sembra siano passati 50 anni… In Europa c’è tanta qualità, se sbagli qualcosa ti possono ammazzare. Dobbiamo essere bravi a capire tutti i momenti della partita. Dobbiamo avere la voglia di migliorare, per provare a portare a casa la partita”.

Il Como può imparare qualcosa dal Lipsia?

“Assolutamente. Per esempio la continuità negli anni, come dicevo prima. Ogni anno è differente, magari giochi meglio o peggio, ma quello che mi piace di più di questo club è l’identità. Prendono sempre dei manager con un’idea. Sotto questo aspetto il Lipsia è al 100% un esempio”.

Ti piace questo nuovo format Champions col girone unico?

“Piace anche a me. Dopo mi vado a vedere il Barcellona e poi Napoli-Arsenal. Si vedono partite di alto livello, l’esigenza è più alta ma come spettatore si vedono partite più piacevoli”.

C’è un uomo particolare del Lipsia su cui avete lavorato di più per evitare passi falsi?

“Dobbiamo portare noi come staff tutte le informazioni ai giocatori sull’altra squadra per aiutarli. Individualmente ci sono giocatori del Lipsia molto forti, non voglio dire nomi perché non mi piace parlare dei singoli ma lo sapete. E sono una squadra giovane, vanno a mille. Ma noi dobbiamo pensare a come fargli male, dobbiamo credere nelle nostre possibilità. Magari avremo partite con 20-30% di chance di vincere, ma dobbiamo estrapolare il 100% da quel 20-30 per poter fare il massimo. Dobbiamo essere bravi a capire i dettagli”.

Conosce Demichelis come giocatore e come allenatore?

“Abbiamo giocato contro, soprattutto quando era lui al City. È una grande persona, un grande allenatore. Ha fatto bene in Argentina e in Spagna. Mi piace, vedo una squadra con un’idea di gioco chiara, movimenti specifici, una squadra bella da vedere e da analizzare. Tanti complimenti a lui, sarà un grande test per noi”.

Hai detto che hai ancora 2-3 dubbi di formazione, no?

“No, ho detto che abitualmente ci sono partite che mancano 2 minuti per andare in campo e devo ancora decidere. Ma per domani è tutto chiaro (ride, ndr”).

Hai deciso chi giocherà davanti? Delle tue scelte tieni conto di chi ha portato la squadra a questo punto? Kean è già pronto per essere titolare?

“Ho scelto. Come la vedo io, tutti meritiamo e tutti dobbiamo meritarcela ogni giorno. Quello che hanno fatto i ragazzi l’anno scorso è storia, saranno leggende per sempre. Però sono già passati 3-4 mesi, ci sono altre opportunità e altri giocatori. È passato, se rimaniamo sempre lì ci fermiamo. E noi vogliamo crescere, migliorarci e fare sempre passi in avanti. Ci saranno tanti giocatori dell’anno scorso in campo domani, altri no. Ma è importante che chi entra in campo dia il suo contributo. Ogni partita chi merita di giocare è perché in quel momento è più forte di qualcun altro”.

Hai dato dei suggerimenti per essere pronti anche fuori dal campo con i dirigenti?

“Ricordo che è l’unico trofeo, la Champions, che non ho mai vinto. Ieri potevano vincere il Real 7-5 o l’Inter 4-6. La differenza la fanno i dettagli. Non ho detto niente alla società, ci sono uomini competenti. Abbiamo un grande staff. La cosa più importante è l’energia, quanto la gente sia coinvolta nel progetto, la fame, la voglia di migliorare. È quello che ti fa vincere le partite. Se poi il Lipsia sarà più bravo e vincerà, ripartiremo con ancora più fame. Ma per me siamo pronti: domani il campo parlerà, poi prepareremo Parma e Frosinone”.