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Nasce la Fiorentina del Vanoli-bis: ecco le prime mosse

Dopo appena 108 giorni il tecnico riprende in mano la squadra che aveva lasciato a giugno, con la missione di dimostrare che la rosa costruita da Paratici vale molto più dell’ultimo posto

Nasce la Fiorentina del Vanoli-bis: ecco le prime mosse

A volte il calcio costruisce percorsi apparentemente impossibili e poi li riporta esattamente al punto di partenza. È quello che è successo alla Fiorentina, che ha richiamato Paolo Vanoli sulla propria panchina appena 108 giorni dopo l’ultima volta. L’etichetta di ex allenatore viola è durata dunque soltanto un’estate, travolta dalle rivoluzioni del mercato e da un progetto che, almeno nelle prime settimane, non ha prodotto i risultati sperati.

Vanoli era arrivato la scorsa stagione per sostituire Stefano Pioli, raccogliendo una squadra ultima in classifica e riuscendo, con fatica, a condurla fuori dalla zona retrocessione. La missione salvezza era stata completata, ma non era bastata per ottenere la conferma. Ora il destino gli ha concesso una seconda possibilità: nella tarda serata di domenica Fabio Paratici lo ha richiamato, offrendogli un contratto di due anni da 1,2 milioni di euro a stagione.

Una chiamata che Vanoli ha accettato senza esitazioni. La convinzione è che la Fiorentina abbia valori decisamente superiori a quelli mostrati finora. E, soprattutto, che sia ancora lui l’uomo giusto per dimostrarlo. Thiago Motta, il nome invocato da una parte della piazza, non è mai stato realmente contattato: la prima scelta è rimasta Vanoli.

Il mercato che ha spaccato la Fiorentina

La nuova avventura ripartirà anche dalle differenze rispetto a pochi mesi fa. Nella passata stagione Vanoli aveva dovuto adattare il proprio calcio alle caratteristiche della rosa, passando dal 3-5-2 al 4-1-4-1. Una scelta necessaria per rilanciare la squadra e accompagnarla verso la salvezza.

Il suo progetto iniziale era però un altro: il 4-3-3, utilizzato soltanto in poche occasioni per la carenza di esterni. Ed è proprio qui che si è consumato uno dei principali problemi della gestione di Fabio Grosso.

Il tecnico aveva manifestato più volte le proprie perplessità sulla rosa e sul mercato, soprattutto per la situazione sulle fasce. Gli arrivi di Njie, Gonçalves e Gnonto nelle ultime ore della sessione non avevano cancellato i dubbi dell’allenatore, anzi erano diventati uno dei motivi di tensione nel rapporto con Paratici.

Grosso avrebbe voluto ulteriori rinforzi sugli esterni, qualche soluzione in più in difesa e la permanenza di alcuni senatori, tra cui Mandragora e Kean. Paratici, invece, è convinto che la squadra a disposizione fosse sufficiente per fare decisamente meglio.

Da questa distanza di vedute è nata una frattura diventata progressivamente impossibile da ricomporre. Il diesse ha difeso Grosso finché ha potuto, prima di prendere atto che non esistevano più le condizioni per continuare insieme.

Tredici volti nuovi e qualche certezza

Ora sarà Vanoli a dover dimostrare che la lettura di Paratici è quella corretta. Un compito tutt’altro che semplice, considerando che il tecnico non ha partecipato alla costruzione della squadra e si ritroverà a lavorare con una rosa profondamente cambiata.

Sono 13 i nuovi giocatori arrivati durante l’estate, mentre alcuni elementi della vecchia Fiorentina sono rimasti. Tra questi ci sono De Gea, Dodô, Pongracic, Ranieri, Fagioli, Ndour e Brescianini, oltre a Parisi, attualmente fermo per infortunio.

Ci sarà anche Njie, giocatore che Vanoli conosce molto bene e che aveva già lanciato ai tempi del Torino.

Il nuovo tecnico potrebbe finalmente avere a disposizione quella struttura che aveva immaginato mesi fa. Il sistema di riferimento dovrebbe essere il 4-3-3, con il 4-2-3-1 come possibile alternativa. In quest’ultimo caso, Atta potrebbe avanzare sulla trequarti.

Una certezza, però, sembra esserci già: Fagioli. Vanoli gli aveva affidato le chiavi del centrocampo e anche in questa seconda esperienza il regista sarà chiamato a dirigere il gioco della Viola.

Il debutto bis è già alle porte

Vanoli ha immediatamente ripreso il lavoro. Ieri, al Viola Park, il tecnico ha diretto il primo allenamento della sua seconda avventura sulla panchina viola, accolto dai vertici del club: oltre a Paratici, presenti anche Giuseppe Commisso, Catherine Commisso, Alessandro Ferrari e Roberto Goretti.

Non ci sarà però tempo per ambientarsi. Venerdì arriverà già il primo appuntamento ufficiale, con la trasferta al Penzo contro il Venezia. Una partita che assume subito un peso enorme perché la Fiorentina deve cancellare lo zero dalla classifica e soprattutto abbandonare l’ultimo posto.

«Stiamo facendo grandi investimenti per costruire i prossimi cento anni», ha dichiarato il presidente Commisso a Coverciano, in occasione del Premio Rocco. Una frase che guarda lontano, così come il progetto societario.

Ma per costruire il futuro bisogna prima mettere ordine nel presente. E la Fiorentina ha scelto di farlo tornando indietro di appena 108 giorni: Vanoli è di nuovo al comando, con la responsabilità di dimostrare che cambiare allenatore può essere stato sufficiente per far finalmente funzionare una squadra che, secondo Paratici, vale molto più dell’ultimo posto.