Il Milan ritrova il gol all’Allianz Stadium e lo fa affidandosi al suo talento più giovane. Sono bastati appena sette minuti a Cisse per cancellare oltre tre anni di attesa e interrompere una striscia che sembrava ormai diventata un tabù: l’ultima esultanza rossonera sul campo della Juventus risaliva infatti al 28 maggio 2023, quando era stato Olivier Giroud a segnare da centravanti di razza.
Da allora erano passate sei partite e 659 minuti senza un gol milanista. A cambiare la storia ci ha pensato un ragazzo di appena 19 anni.
Cisse, sette minuti per lasciare il segno
Cisse ha preso il posto di Moreira, esterno al debutto, ma la pressione non lo ha condizionato. Se il compagno ha mostrato qualche comprensibile timore, Alpha è entrato in campo con personalità, chiedendo immediatamente palla e cercando il duello.
Poi, dentro l’area, ha fatto quello che ormai sembra riuscirgli con naturalezza: ha attaccato le marcature, si è liberato e ha piazzato il destro alle spalle di Vicario.
Un gol che vale un punto per il Milan e che porta Cisse al secondo posto nella classifica marcatori del campionato, accanto a giocatori molto più esperti come Lautaro Martinez, Douvikas e Hojlund.
Stavolta niente scivolata sulle ginocchia come nella sua prima rete. Cisse si è fermato, quasi incredulo, aspettando l’abbraccio dei compagni.
Un record che racconta la sua crescita
La rete contro la Juventus ha anche un valore statistico particolare. A 19 anni e 319 giorni, Cisse è diventato il più giovane giocatore del Milan capace di segnare nelle sue prime due trasferte con la maglia rossonera dall’introduzione dei tre punti a vittoria, nella stagione 1994-95.
Numeri che confermano una sensazione ormai evidente: il ragazzo non è più soltanto una promessa.
Anche Ruben Amorim ha sottolineato le sue qualità: «Con giocatori così giovani dobbiamo stare attenti. Sono contento per lui, perché a tutti piace vedere un ragazzo giovane fare bene, specialmente un italiano. Lo guardo e penso che possa fare ancora molto meglio».
A gennaio poteva essere già lontano
E pensare che soltanto pochi mesi fa il destino di Cisse sembrava poter essere completamente diverso. A gennaio aveva già un volo programmato verso Eindhoven, mentre il PSG era pronto ad accoglierlo.
Il Milan, però, ha scelto di trattenerlo e di accompagnarlo nel percorso di recupero dopo l’infortunio che aveva chiuso anzitempo la sua stagione, già nel febbraio precedente.
Una decisione che oggi appare ancora più importante. Cisse è diventato una risorsa concreta per Amorim, proprio nel momento in cui molti degli investimenti offensivi più importanti non stanno ancora garantendo il rendimento atteso.
È lui il bomber del Milan
Tra i grandi acquisti offensivi, da Ramos, il colpo più costoso della storia rossonera, fino a Moreira, secondo nella graduatoria degli investimenti estivi, è proprio Cisse quello che sta incidendo maggiormente.
È il miglior marcatore del Milan, davanti anche a giocatori come Rabiot, Saelemaekers, Pulisic, Chukwueze e Loftus-Cheek. Un dato che fotografa bene una serata nella quale gli altri uomini offensivi rossoneri hanno fatto molta più fatica.
Prima di Cisse, gli ultimi giocatori del Milan capaci di segnare sia sul campo del Torino sia su quello della Juventus erano stati Brahim Diaz e Rebic, nella stagione 2020-21.
Nel finale la paura del raddoppio
Nei secondi finali, Cisse ha avuto anche l’occasione di trasformarsi definitivamente nell’uomo della serata. Il sogno rossonero di trovare il raddoppio è però svanito quando il giovane attaccante è finito a terra dopo un contrasto con Gatti.
Un episodio nel quale si è mescolata la paura con il tentativo, piuttosto goffo, di cercare un calcio di rigore. L’arbitro lo ha ammonito e la situazione ha contribuito ad accendere un po’ di tensione oltre il novantesimo.
Per il Milan, però, resta soprattutto il valore del primo gol. Cisse ha riaperto la porta dell’Allianz Stadium dopo 659 minuti di digiuno e, a soli 19 anni, ha confermato di poter essere molto più di una semplice alternativa.