La finale del Mondiale tra Spagna e Argentina non ha chiuso la corsa al prossimo Pallone d’Oro. Anzi, l’ha resa ancora più incerta. Quando tutto sembrava pronto per un verdetto definitivo, il campo ha restituito uno scenario completamente diverso: nessun candidato è riuscito a prendersi definitivamente la scena e la battaglia per il premio individuale più prestigioso del calcio mondiale resta apertissima.
Molti pensavano che la sfida tra Lionel Messi e Lamine Yamal potesse rappresentare il momento decisivo. Invece entrambi hanno vissuto una serata al di sotto delle aspettative. La Pulce ha chiuso il suo ultimo Mondiale con la delusione della sconfitta, senza riuscire a incidere nella partita più importante. Yamal, invece, ha sollevato la Coppa del Mondo a soli 19 anni, ma senza essere il protagonista assoluto del trionfo spagnolo.
E così tornano prepotentemente in corsa altri grandi protagonisti della stagione. La lista è lunga e comprende campioni capaci di lasciare il segno sia con i club sia con le rispettive nazionali: da Harry Kane a Khvicha Kvaratskhelia, passando per Fabián Ruiz, Kylian Mbappé, Erling Haaland, Rodri e anche Pau Cubarsí, ormai diventato un punto fermo del Barcellona e della Roja.
Il grande interrogativo riguarda il criterio che verrà utilizzato per assegnare il premio. Nell’anno del Mondiale, infatti, il rendimento nella competizione internazionale rischia di avere un peso enorme. Ma tutti i principali candidati possono presentare argomenti convincenti.
Haaland ha chiuso una stagione impressionante dal punto di vista realizzativo. Con il Manchester City ha segnato 38 gol, conquistando la Coppa di Lega inglese, e con la Norvegia ha disputato un Mondiale di grande livello. Inoltre, il suo peso mediatico è un elemento da non sottovalutare: il centravanti norvegese è ormai una delle icone globali del calcio.
Diverso il discorso per Fabián Ruiz, meno presente sulle copertine ma protagonista sul campo. Il centrocampista del Paris Saint-Germain ha vissuto una stagione da assoluto protagonista, conquistando campionato e Champions League con il club francese e aggiungendo il trionfo mondiale con la Spagna. Un curriculum difficilmente ignorabile.
Tra i nomi in crescita c’è anche Rodri, tornato ai suoi livelli migliori dopo l’infortunio e premiato come miglior giocatore del Mondiale. La sua leadership nel centrocampo spagnolo e il ruolo centrale nella vittoria della Roja rappresentano un punto di forza enorme nella sua candidatura.
Non va dimenticato nemmeno Kane, autore di una stagione straordinaria con il Bayern Monaco: 61 gol complessivi, una semifinale di Champions League e un ruolo da protagonista anche con l’Inghilterra, arrivata fino al terzo posto mondiale.
Il candidato che ha sfruttato meglio il palcoscenico iridato resta però Mbappé. Il francese ha vissuto una stagione non semplice al Real Madrid, ma al Mondiale ha risposto da campione: dieci gol, record storico superato nella classifica marcatori della competizione e una capacità di incidere nei momenti decisivi. Il problema è che la sua Francia non ha vinto e la semifinale contro la Spagna, persa senza una sua grande prestazione, pesa nella valutazione finale.
Anche Kvaratskhelia può vantare una stagione ricca di successi con il PSG, dove è stato protagonista nella cavalcata europea, ma l’assenza dal Mondiale rappresenta un handicap importante in un anno come questo.
L’unica certezza è che il verdetto sarà più combattuto che mai. Il Mondiale ha lasciato aperti molti scenari e ogni candidato ha una carta da giocarsi: trofei, numeri, leadership, gol o impatto mediatico. Il prossimo Pallone d’Oro potrebbe davvero essere deciso dagli ultimi dettagli.