Una sfida che profuma di finale anticipata. A Dallas si affrontano Francia e Spagna, due delle nazionali che hanno segnato il calcio degli ultimi vent’anni e che oggi rappresentano due modi diversi di interpretare il gioco.
Da una parte i vicecampioni del mondo guidati da Kylian Mbappé, dall’altra i campioni d’Europa trascinati dal talento di Lamine Yamal. È la sfida tra la forza delle individualità francesi e l’organizzazione collettiva della Roja, tra la seconda e la terza forza del ranking FIFA.
Le due selezioni arrivano all’appuntamento con identità tattiche ben definite e senza aver mai rinunciato alle proprie idee durante il torneo.
La Francia di Didier Deschamps ha costruito il proprio percorso su un calcio estremamente offensivo, con cinque uomini costantemente coinvolti nella fase d’attacco e una pressione altissima nella metà campo avversaria. I Bleus occupano stabilmente la trequarti offensiva, affidandosi alla velocità dei propri esterni e alla qualità di un reparto offensivo ricco di talento, mentre alle spalle Upamecano e Saliba garantiscono equilibrio.
La Spagna, invece, preferisce controllare la partita attraverso il possesso palla. La squadra di Luis de la Fuente mantiene un baricentro leggermente più basso per poi sviluppare rapidamente l’azione con un palleggio verticale e sincronizzato, cercando di allontanare gli avversari dalla propria area attraverso il controllo del gioco.
Proprio il contrasto tra questi due modelli tattici rappresenta uno dei temi principali della semifinale.
La Francia proverà ancora una volta ad affidarsi ai suoi fuoriclasse.
Oltre a Mbappé, molto dipenderà dalla libertà di movimento di Ousmane Dembélé, dalla qualità di Michael Olise e dall’apporto di uno tra Doué e Barcola, chiamati ad allargare la difesa spagnola.
Sarà particolarmente interessante il confronto tra Olise e Rodri, destinato a incidere sugli equilibri della partita.
La Spagna, invece, punta sulla forza del collettivo.
Molto passerà dalle accelerazioni di Lamine Yamal, chiamato a ritrovare il livello che lo aveva reso decisivo agli Europei, e dagli inserimenti di Dani Olmo, mentre Mikel Oyarzabal continuerà a svolgere il prezioso lavoro lontano dai riflettori che ha caratterizzato il suo Mondiale.
La Roja non sembra intenzionata a modificare il proprio atteggiamento, evitando di abbassarsi eccessivamente come aveva fatto il Marocco nei quarti contro la Francia.
Dal punto di vista del rendimento, i Bleus hanno offerto qualcosa in più nel corso del torneo.
La Francia ha vinto tutte e sei le partite disputate, segnando 16 gol e subendone appena due, dimostrando continuità e solidità. La Spagna ha invece raccolto cinque vittorie e una sola sconfitta, realizzando 11 reti e concedendone una in più rispetto ai francesi.
Anche il percorso, però, va letto considerando il livello degli avversari affrontati, elemento che rende complicato un confronto diretto.
La vera differenza potrebbe arrivare proprio nei momenti decisivi.
La Francia dispone probabilmente della maggiore quantità di talento individuale presente nel torneo e ha spesso risolto le partite grazie alle giocate dei suoi campioni.
La Spagna, invece, continua a distinguersi come la squadra più fedele alla propria identità collettiva, capace di esaltare il sistema prima ancora dei singoli.
Anche i precedenti raccontano una sfida apertissima.
Dal 2008 a oggi la Roja ha vinto sette degli ultimi dieci confronti diretti, dimostrando di saper mettere spesso in difficoltà la Francia con il proprio palleggio e la qualità tecnica.
Nonostante questo dato, i Bleus sembrano partire con un leggerissimo vantaggio per quanto mostrato durante il Mondiale.
Molto dipenderà dalla capacità della Spagna di ritrovare il miglior Lamine Yamal e di sopperire all’assenza di Nico Williams, elemento che aveva reso devastante la squadra durante il trionfo europeo.
Sulla carta la Francia resta favorita, ma il margine è minimo. A Dallas va in scena una sfida che promette spettacolo e che potrebbe già indicare la squadra destinata a conquistare la Coppa del Mondo.