Più che una semifinale, sembra una finale anticipata. Francia e Spagna si ritrovano di fronte nell’incrocio più affascinante del Mondiale, una sfida che mette di fronte le due nazionali che, nell’ultimo ventennio, hanno riscritto le gerarchie del calcio europeo, superando il predominio storico di Italia e Germania.
I Bleus arrivano all’appuntamento con una rosa ricchissima di talento, guidata da Kylian Mbappé e impreziosita da una generazione di campioni capaci di decidere qualsiasi partita. Il vero equilibrio della squadra di Didier Deschamps è stato proprio quello di riuscire a mettere tanta qualità al servizio del collettivo, evitando che l’abbondanza di stelle diventasse un limite.
Dall’altra parte c’è una Spagna diversa rispetto alle grandi selezioni del passato. Meno dipendente dai singoli, più fedele ai propri principi di gioco. Anche se il talento di Lamine Yamal è ormai sotto gli occhi di tutti, la forza della Roja resta l’organizzazione, la qualità del possesso, i sincronismi e una cultura calcistica che continua a fare scuola. Se poi il giovane fuoriclasse dovesse accendersi proprio contro Mbappé, lo spettacolo sarebbe assicurato.
Deschamps punta ancora sul suo calcio offensivo
Finora la Francia ha mostrato un’identità precisa. Squadra aggressiva, baricentro alto e cinque uomini costantemente coinvolti nella fase offensiva, sostenuti da un centrocampista incaricato di recuperare palloni e dare continuità alla manovra.
Per questo motivo la scelta in mezzo al campo potrebbe essere determinante. Manu Koné sembra offrire maggiori garanzie rispetto ad Aurélien Tchouaméni, mentre Désiré Doué garantisce meno profondità ma una qualità superiore nella costruzione del gioco, caratteristica preziosa contro una nazionale che ama controllare il possesso.
La Spagna si affida al collettivo
La squadra di Luis de la Fuente ha dimostrato di saper soffrire, come confermato dal successo contro il Belgio, arrivato anche grazie alle parate decisive del proprio portiere. Pur disponendo forse di meno individualità rispetto ai francesi, la Roja continua a compensare con un impianto di gioco consolidato e con numeri impressionanti.
Dal 2018 a oggi la Spagna ha perso soltanto una partita tra Mondiali ed Europei, mentre negli ultimi dieci confronti diretti ha battuto la Francia in sette occasioni.
Per superare un avversario ricco di talento servirà ancora una volta la ricetta che ha accompagnato gli spagnoli negli ultimi anni: ordine, palleggio rapido e capacità di colpire negli spazi lasciati da una Francia inevitabilmente votata all’attacco.