Mondiali, ore 1

Croazia, vietato sbagliare: Baturina e Sucic sfidano Panama

I due talenti classe 2003 rappresentano il nuovo corso di una Nazionale ancora legata ai big Modric e Perisic

Croazia, vietato sbagliare: Baturina e Sucic sfidano Panama

Il presente della Croazia ha ancora il volto di Luka Modric, ma il futuro è già stato consegnato a due ragazzi che condividono molto più di un semplice campo da calcio. Martin Baturina e Petar Sucic, entrambi nati nel 2003, sono chiamati a diventare i nuovi punti di riferimento di una nazionale impegnata nel più delicato ricambio generazionale degli ultimi vent’anni.

Amici da sempre, ex compagni di stanza alla Dinamo Zagabria e oggi pilastri della nuova Croazia, i due saranno protagonisti nella sfida contro Panama. Uno con il numero 16, l’altro con il 17, pronti ancora una volta a cercarsi e a costruire insieme il futuro della loro nazionale.

Due percorsi diversi, un destino comune

Anche l’Italia osserva con attenzione la loro crescita. I due talenti, infatti, vivono a pochi chilometri di distanza, tra Como e Milano, e stanno costruendo il proprio percorso anche nel nostro campionato.

Baturina incarna il prototipo del fantasista moderno. Cresciuto nel mito di Modric e sulle orme del padre Mate, che ricopriva un ruolo simile, si è adattato perfettamente alla filosofia di Cesc Fabregas al Como, interpretando diverse posizioni offensive, dal centrocampo fino al ruolo di falso nove.

Sucic, invece, è l’esatto opposto della nuova generazione iperconnessa. È cresciuto in una fattoria e ha scelto di vivere lontano dai social network.

«Preferisco la vita vera», ha raccontato più volte.

Un approccio raro nel calcio contemporaneo, alimentato da un’infanzia semplice trascorsa aiutando la famiglia nei lavori quotidiani.

Il centrocampo resta il cuore della Croazia

Per capire la nazionale di Zlatko Dalic basta osservare ciò che accade in mezzo al campo.

La difesa offre poche certezze e l’attacco continua a vivere di equilibri precari. Tra Ante Budimir, Andrej Kramaric e Bruno Petkovic Musa, la sensazione è che manchi ancora un vero leader offensivo.

Per questo il centrocampo rappresenta il motore dell’intera squadra.

Accanto ai veterani Modric, Mateo Kovacic e Ivan Perisic, stanno emergendo proprio Baturina e Sucic.

Kovacic, pronto a riprendersi il posto da titolare, ha rassicurato tutti sulle sue condizioni.

«Mi sento sempre meglio. È stata una stagione complicata, ma da due mesi sono tornato in piena forma».

Tra i giovani c’è anche Luka Vuskovic, difensore classe 2007 che però, dopo una prova difficile contro l’Inghilterra, potrebbe partire dalla panchina.

Dalic, però, lo protegge senza esitazioni.

«Ha un potenziale enorme e diventerà uno dei pilastri della nazionale. Anche Gvardiol ha commesso errori prima di affermarsi a livello mondiale».

Un’intesa costruita negli anni

Le carriere di Baturina e Sucic hanno seguito un percorso molto simile anche in Italia.

Entrambi hanno vissuto un avvio complicato prima di crescere progressivamente con il passare dei mesi.

Per Baturina la svolta è arrivata dopo l’inverno: da gennaio in poi sono arrivati cinque gol e prestazioni sempre più convincenti.

Ma il vero punto di forza resta il loro legame.

«Per anni abbiamo condiviso la stessa stanza alla Dinamo Zagabria. Conosciamo le abitudini dell’altro, il modo in cui ci prepariamo alle partite. In campo non ho nemmeno bisogno di guardarlo per sapere dove si trova», ha raccontato Sucic.

Un’intesa quasi naturale, costruita nel tempo e diventata oggi una delle armi principali della Croazia.

Per conquistare i sedicesimi, la nazionale balcanica dovrà necessariamente affidarsi a loro. Perché il passaggio di consegne è già iniziato e il futuro, ormai, non può più aspettare.