Mondiali, ore 19

Il Portogallo si affida ancora a CR7 contro l’Uzbekistan

CR7 confermato nonostante il debutto deludente e le tantissime polemiche dei giorni scorsi: Cannavaro proverà a fermarlo.

Il Portogallo si affida ancora a CR7 contro l’Uzbekistan

L’avventura mondiale del Portogallo riparte da Houston, ma soprattutto riparte da Cristiano Ronaldo. Il primo tentativo di decollare verso un’altra impresa è fallito e ora la nazionale lusitana è chiamata a reagire contro l’Uzbekistan, in una sfida che rischia di assumere un significato molto più profondo di una semplice partita del girone.

A 41 anni e 138 giorni, CR7 continua a vivere sospeso tra il peso della propria leggenda e il trascorrere inevitabile del tempo. È il quarto giocatore più anziano a disputare un Mondiale, ma resta ancora il punto di riferimento di un’intera nazione.

Un simbolo che divide, ma che il Portogallo non vuole abbandonare

Il Portogallo continua a identificarsi nel suo capitano. Cristiano è l’uomo che ha trasformato la storia del calcio lusitano, portandolo stabilmente tra le grandi potenze internazionali e regalando il primo Europeo della storia.

Eppure la domanda che accompagna questa fase finale della sua carriera è sempre la stessa: può ancora essere il centro di tutto?

Le critiche aumentano e anche alcune dichiarazioni dei compagni sono finite al centro di polemiche alimentate dai social.

João Neves, ad esempio, aveva semplicemente definito Ronaldo «uno di noi, un compagno che cerca di dare una mano», mentre Francisco Conceição aveva sottolineato che la squadra non dovesse necessariamente cercare sempre il capitano, ma il compagno meglio posizionato in campo.

Parole normali, diventate però motivo di discussione.

Il sostegno di Martinez

Il commissario tecnico Roberto Martinez continua a difendere il suo fuoriclasse.

«Perché avrei dovuto sostituire Ronaldo contro il Congo se avevamo bisogno di segnare e avevo il miglior attaccante del mondo?», ha spiegato il tecnico.

Una difesa netta, anche se la realtà racconta di un giocatore diverso rispetto al passato.

I numeri del momento difficile

Cristiano resta il miglior marcatore della storia delle nazionali con 143 gol, ma attraversa una fase insolita per i suoi standard.

Non segna da ottobre e all’esordio contro la Repubblica Democratica del Congo ha faticato enormemente:

  • 3 tiri senza precisione
  • 25 palloni toccati
  • poche occasioni create
  • un coinvolgimento limitato nella manovra offensiva

Numeri che raccontano un calciatore inevitabilmente cambiato.

Tra Arabia Saudita e il confronto infinito con Messi

La scelta di trasferirsi all’Al Nassr ha continuato a garantire a Ronaldo una straordinaria produttività realizzativa, con 129 gol in 147 partite, ma il livello competitivo del campionato saudita viene spesso considerato uno dei fattori che hanno inciso sul suo rendimento internazionale.

Sul suo percorso continua inoltre a pesare il confronto eterno con Lionel Messi, che al Mondiale sta nuovamente brillando e continua ad alimentare una rivalità che ha segnato un’intera epoca calcistica.

L’ultima sfida personale

A Houston, contro l’Uzbekistan guidato da Fabio Cannavaro, Ronaldo si gioca qualcosa che va oltre il risultato sportivo.

Può essere la partita del rilancio oppure un altro segnale del passare del tempo.

Il Portogallo, però, almeno per ora, non immagina ancora un futuro senza il suo numero 7. E Cristiano, fedele alla propria natura, non sembra avere alcuna intenzione di arrendersi.