E' storia

Curaçao, primo punto storico: 0-0 con l’Ecuador

Grazie a Room, 37enne estremo difensore del Curaçao, che ha chiuso la gara con 15 interventi decisivi, Curaçao ha trovato il pareggio.

Curaçao, primo punto storico: 0-0 con l’Ecuador

Una serata destinata a entrare negli annali del calcio di Curaçao. A Kansas City, la nazionale caraibica conquista infatti il primo punto della propria storia ai Mondiali, fermando sullo 0-0 l’Ecuador al termine di una partita che ha avuto un protagonista assoluto: Eloy Room. Il portiere classe 1989 ha disputato una prestazione straordinaria, trasformandosi in un muro invalicabile e permettendo alla selezione guidata da Dick Advocaat di ottenere un risultato che resterà a lungo nella memoria dei tifosi.

Il pareggio, dal punto di vista della classifica, complica il cammino di entrambe le squadre. Dopo la sconfitta all’esordio, sia Ecuador sia Curaçao avevano bisogno di una vittoria per rilanciare concretamente le proprie ambizioni di qualificazione. Ora servirà un’impresa nell’ultima giornata, quando gli ecuadoregni affronteranno la Germania già qualificata e i caraibici se la vedranno con la Costa d’Avorio.

Se il tabellino recita 0-0, il merito è quasi esclusivamente di Room. Il 37enne estremo difensore, attualmente in forza al Miami FC, ha chiuso la gara con 15 interventi decisivi, un dato eccezionale che rappresenta il secondo miglior risultato nella storia della competizione. Meglio di lui ha fatto soltanto Tim Howard nel celebre ottavo di finale tra Stati Uniti e Belgio del 2014, quando il portiere americano arrivò a quota 16 parate in una sfida protrattasi fino ai tempi supplementari.

L’Ecuador ha dominato sotto quasi tutti gli aspetti statistici. I sudamericani hanno mantenuto il possesso del pallone per il 75% del tempo, hanno concluso ben 27 volte verso la porta avversaria e centrato lo specchio in 15 occasioni. Numeri che normalmente avrebbero prodotto almeno qualche rete, ma che si sono infranti contro una delle migliori prestazioni individuali viste finora nel torneo.

La prima prodezza di Room è arrivata dopo appena tre minuti di gioco, quando ha negato il vantaggio a Enner Valencia con un intervento di puro istinto. Da quel momento il portiere ha iniziato una lunga serie di parate decisive, alcune delle quali autentici capolavori tecnici. L’Ecuador ha continuato ad attaccare con continuità, cercando soluzioni sia centralmente sia sulle corsie laterali, ma ogni tentativo è stato respinto.

Anche la Tri, però, ha qualcosa da rimproverarsi. Valencia e Gonzalo Plata non sono riusciti a sfruttare le occasioni più favorevoli, mentre Pervis Estupiñán, schierato titolare sulla fascia sinistra, è apparso meno incisivo del previsto. Positivi invece alcuni spunti di John Yeboah, che ha provato a creare superiorità sulla corsia destra senza però riuscire a trovare la giocata decisiva.

Curaçao, dal canto suo, non si è limitata a difendere. Con il passare dei minuti la squadra di Advocaat ha acquisito fiducia, riuscendo anche a costruire alcune interessanti azioni offensive. In più di una circostanza è stato infatti Galíndez a dover intervenire per evitare sorprese. Segnale di una crescita progressiva rispetto all’esordio contro la Germania, concluso con una pesante sconfitta per 7-1.

Nella ripresa il copione è rimasto sostanzialmente invariato: Ecuador costantemente in avanti e Room protagonista assoluto. Il conto delle parate ha continuato a salire fino a raggiungere quota 15, mentre all’89’ Preciado ha colpito anche una traversa, aggiungendo ulteriore amarezza alla serata ecuadoregna.

Al triplice fischio le sensazioni delle due squadre erano inevitabilmente opposte. Da una parte la delusione dell’Ecuador per un’occasione sprecata, dall’altra la gioia incontenibile di Curaçao per un risultato storico. Mentre i tifosi sudamericani lasciavano lentamente gli spalti, quelli caraibici sono rimasti a festeggiare insieme ai propri giocatori. Perché al di là della classifica, il primo punto mondiale di Curaçao rappresenta una pagina indimenticabile della sua storia sportiva.